Palazzi insoliti da immortalare a Roma

A Roma circondati da tanta bellezza, a volte così sfacciata, non è difficile concedersi a lunghe passeggiate immerse nella storia e tanta arte, capaci di trasformare una manciata di ore all’aria aperta in un’esperienza sensoriale.
Che tu sia un appassionato di architettura o meno, non potrai non notare e rimanere affascinato dalla miriade di palazzi storici romani presenti tra le sue vie, elegante e nobile eredità delle antiche famiglie nobiliari. Simbolo passato del potere e dello sfarzo della Città Eterna, questi edifici hanno segnato la storia di Roma dal ‘400 ai giorni nostri.

Condensati in un articolo guida del magazine di Expedia, che unisce in un unico post i 20 palazzi più importanti della Capitale, mi voglio ispirare per alcuni miei suggerimenti personali. Se siamo abituati a pensare a Roma come culla dell’architettura rinascimentale e barocca, sfoggio della ricchezza della nobiltà di un tempo, dall’altra dovresti prendere nota e scoprire anche di alcuni edifici più particolari, che spaziano dallo stile liberty al gotico. Ecco la mia selezione.
Complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande
Uno degli edifici più grandi di Roma. Una costruzione imponente che è impossibile non notare sul lungotevere Testaccio all’altezza del porto di Ripa Grande. Un edificio interessante non solo per la grandezza e l’architettura, ma anche perché il complesso nacque a fine ‘600 come struttura polifunzionale – orfanotrofio, ospizio e carcere – per ospitare bambini abbandonati e vecchi poveri, e anche come carcere minorile e carcere femminile. Visitare gli interni è un’esperienza interessante perché è mantenuta la struttura carceraria con le celle disposte su più piani in ambiente molto grande. Oggi è sede del Ministero dei Beni Culturali e dell’Alta Scuola di restauro e spesso ospita eventi culturali, mostre.
Casina delle Civette
Nel bel mezzo della via Nomentana, nel parco di Villa Torlonia, si erge la stravagante Casina delle Civette, un edificio unico, che sembra uscito da un libro di fiabe. La caratteristica peculiare dell’edificio è la concentrazione di meravigliose vetrate e luci policrome realizzate dagli artisti più importanti tra il 1908 e 1930, grazie ai quali la Casina divenne esempio dell’arte del vetro, nel periodo liberty. Alberghi Suburbani della Garbatella
La Garbatella, il popolare quartiere romano che tutti conoscono per il suo essere autentico e pregno di romanità, è un quartiere che non molti sanno essere nato secondo il modello inglese di inizio novecento delle città giardino. In particolare, alla Garbatella venne sperimentata una tipologia di struttura abitativa, gli Alberghi suburbani, che quando vennero realizzati nel 1928-29 suscitarono grande interesse per la loro architettura sperimentale. Si chiamano Alberghi perché dovevano ospitare momentaneamente le famiglie sfollate dal centro della città e, per evitare che si stabilissero definitivamente all’interno degli edifici, furono fatti funzionare come case albergo, strutturate in modo tale da dividere gli spazi riservati alla sfera privata con gli spazi comuni. La storia degli Alberghi Suburbani si é anche incontrata con le figura fi Gandhi, il quale si recò anche alla Garbatella nel 1931 nel corso della sua visita a Roma. .Puoi trovare gli edifici in piazza Michele da Carbonara.
Villini di Coppedè
In questo inconfondibile quadrilatero dallo stile stravagante, sono custoditi dei gioiellini architettonici che rappresentano al meglio lo stile liberty nella Capitale. Assolutamente da non perdere al Coppedè il Palazzo degli Ambasciatori, il Palazzo del Ragno e il Villino delle Fate. Nei primi anni ’20 Gino Coppedé fu incaricato dai Finanzieri Cerruti di dare forma a un nuovo quartiere residenziale e Coppedè cercò di dare vita a un progetto molto eclettico per il panorama romano dell’epoca. Il Palazzo degli ambasciatori è riconoscibile dal ponte chiamato “arcone” che unisce due edifici e dalle tante decorazioni e un lampadario in ferro un’entrata trionfale.
La Palazzina del Ragno invece è così chiamato per via di un grande ragno sulla facciata principale, che richiama lo stile babilonese. Al contrario il Villino delle Fate è il risultato di una architettura asimmetrica intrecciata ad elementi decorativi che ricordano le donne, lo stile medievale è reso armonioso dall’utilizzo di diversi materiali usati per gli elementi decorativi come il marmo, vetro e travertino ed altri si fondono per un risultato artistico unico e curioso.
Casa dei Crescenzi
Questo edificio nel centro di Roma a via Petroselli è l’unico esempio di abitazione baronale dell’alto Medioevo, fu costruita sulla base di una torre del XII secolo, per volere dei Crescenzi per controllare gli antichi moli dove la famiglia romana riscuoteva un pedaggio. Nel corso del tempo fu ristrutturato molte volte e prova ne sono i diversi stili sovrapposti, dai capitelli in cotto sulle semicolonne del lato sinistro, alle mensole con amorini, dal cornicione ai resti di muro a sbalzo. Consiglio di visitarla perché l’edificio dei Crescenzi fu edificato con importanti applicazioni di monumenti romani, oltre che per la rilevanza e particolarità stessa. Oggi è sede dell’istituto di storia della architettura.
Palazzo della Civiltà del Lavoro
Se ti affascinano l’architettura e i sentieri meno battuti, il quartiere dell’EUR, a sud di Roma, ti saprà regalare un’atmosfera assai diversa dal resto della città. Il simbolo del quartiere è il riconoscibilissimo Palazzo della Civiltà del Lavoro, altrimenti conosciuto come il Colosseo Quadrato o ancora la Groviera.
L’edificio è alto 50 metri, 68 metri con il basamento, è rivestito in travertino, e al piano terra si ergono lungo i quattro lati delle statue alte più di 3 metri, raffiguranti le arti e i mestieri italiani, mentre agli angoli ci sono quattro sculture raffiguranti i Dioscuri, ossia Castore e Polluce, i mitici figli di Zeus, realizzate da Publio Morbiducci e Alberto Felci. Il Palazzo è stato oggetto di un intervento di restauro monumentale e attualmente ospita il quartier generale della maison Fendi e, al suo interno, anche uno spazio espositivo dedicato al Made in Italy.
Palazzo Zuccari
A pochi metri della celebre scalinata di Trinità dei Monti sorge Palazzo Zuccari, detto la Casa dei Mostri, un luogo molto poco conosciuto ai più, che ricorda che Roma fa rimanere sempre a bocca aperta. L’edificio fu realizzato a fine ’500 ed è caratterizzato da singolari le decorazioni del portone d’ingresso e delle finestre che sono ispirate ad un mascherone presente nel parco di Bomarzo. Oggi sede della Biblioteca Hertziana, la principale biblioteca di Storia dell’arte della città, ma anche una delle case-museo più belle e meno conosciute d’Italia.

La Roma eterna che tutti noi amiamo e che non si lascia scalfire dal tempo cela delle sfaccettature e bellezze meno note, che colpiscono per la loro peculiarità e che dovresti annotare per il tuo prossimo viaggio in città.

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Camminare all’aperto, di notte, sotto il cielo silente, lungo un corso d’acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell’animo [Hermann Hesse]

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Paola
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10 pensieri su “Palazzi insoliti da immortalare a Roma

  1. Wow ma che edifici strani che mi hai fatto scoprire.. la prossima volta a Roma non voglio perdermi la Casina.. sembra davvero un luogo fiabesco!!
    E il portone con la bocca aperta è davvero strano!!
    Stupendi 🙂

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  2. La porta con la faccia sopra è l’edificio che mi piace di più! Certo che guardando questa immagine non mi viene da pensare che le foto siano scattate a Roma! non conosco bene la città ma l’idea che ho è diversa

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