Il Cimitero delle Fontanelle di Napoli, tra sacro e profano

Non è mai facile raccontare i cimiteri, spiegare il mio personale interesse per l’arte, l’architettura e i riti funerari, e ancor più difficile è non passare come una strana, quando invito con leggerezza a visitare un cimitero. 
Raccontare il fascino dei cimiteri non è così immediato, come parlare di una qualsiasi altra “attrazione” di una città, ma consentimi ancora una volta, di portarti in un luogo speciale nel cuore di una città speciale, Napoli. Il Cimitero delle Fontanelle nel Rione Sanità, uno dei quartieri di Napoli più ricchi di storia e tradizioni, non è solo un incredibile cimitero, che ho visitato più e più volte, il quale non smetto di suggerire a chi si reca a Napoli in visita, ma è tra l’altro uno dei luoghi più visitati a Napoli, perché un luogo unico al mondo. 

Il Cimitero delle Fontanelle di Napoli affascina perché sa mettere insieme archeologia, religione, folklore e tradizione, è un luogo in cui si viene trascinati tra luci ed ombre all’interno di una cava tufacea, che sembra un tempio, un viaggio se vogliamo nelle viscere della terra e insieme nel sentimento di una popolazione così devota a tal punto di avere pietà per i morti, o meglio le “anime pezzentelle” o delle “capuzzelle”, e regalare loro un luogo di culto irripetibile, che fa del Cimitero delle Fontanelle non un cimitero come gli altri. 

Questo enorme ipogeo adibito ad ossario è una vecchia cava di tufo dismessa, sotto la collina di Materdei, che da metà 1600 iniziò a essere usata proprio come luogo deputato a raccogliere i tanti corpi di coloro che morivano a causa delle epidemie di peste, durante le quali le chiese cittadine non riuscivano a ospitare i numerosi corpi, in particolare di coloro che non avevano la possibilità economica per garantirsi una degna sepoltura. L’ossario non fu mai curato, anzi divenne un disordinato deposito di resti, si dice che ne abbia ospitati 700000, finché nel 1872 Don Gaetano Barbati della attigua Chiesa di Maria Ss. del Carmine iniziò a occuparsi di riordinare il “cimitero” insieme a tanti volontari e in particolare donne popolane dette “e’ maste” che iniziarono l’opera di pulizia e organizzazione dei resti presenti nella cava, creando nicchie, assegnando nomi ai teschi, una storia, un ruolo. Questa pratica continuò nel tempo, un gesto di benevolenza e rispetto per i defunti che per moltissimi napoletani divenne qualcos’altro. I pellegrini napoletani che venivano alle Fontanelle venivano per stabilire un rapporto con i defunti e quindi con l’aldilà. Questa pratica prese una piega pagana che non piacque alla Chiesa.
Il culto dei morti si spinse molto in là, i pellegrini cominciarono a murare gli scheletri favoriti, metterli in teche e chiuderli sotto chiave, oltre a pulire le ossa, cominciarono a venerare le ossa, i teschi, a baciarli, a parlarci, alcuni li portavano via nelle proprie case, i “devoti” riservavano questi trattamento ai morti per ricevere in cambio favori come vincite al lotto, denaro, fertilità, etc. I comportamenti dei devoti si spinsero cosi in là che nel 1969 il Cardinale di Napoli fece sigillare il Cimitero, che aveva assunto le caratteristiche di un luogo di culto pagano. Questo non fermò le abitudini di molti, che continuavano a venir alle Fontanelle e da fuori i cancelli a venerare i morti. Per 30 anni il Cimitero delle Fontanelle cade di nuovo nell’oblio finché non venne riaperto nel 2010. E venendo qui si potrà notare come per alcuni la tradizione non si sia interrotta: nonostante non si possano toccare o spostare i teschi, si possono vedere alcuni gesti superstiziosi dei “devoti” che continuano a lasciare una moneta su un teschio, lasciare un santino, un braccialetto, una foto, o persino un biglietto dell’autobus o uno scontrino fiscale, per riservarsi teschio e quindi l’anima del Purgatorio.

Se sei arrivato fin qui, vuol dire che un pochino ho stuzzicato il tuo interesse, e ora che ne sai un po’ di più di questo luogo non ti rimane di andare a vederlo con i tuoi occhi. La visita del Cimitero delle Fontanelle ti insegnerà qualcosa in più di Napoli e dei napoletani, testimonianza di un pezzo di questa città. Inoltre, raggiungere il Cimitero delle Fontanelle a piedi ti darà la possibilità anche di scoprire un angolo di Rione Sanità molto popolare ma anche caratteristico.

[smARTinfo]
L’entrata al cimitero è gratuita, ed è aperto tutti i giorni dale 10 alle 17. Si raggiunge il cimitero con una breve passeggiata dalla fermata della metro “Materdei”. Prima dell’ingresso del Cimitero si può ammirare la Chiesa di Maria Santissima del Carmine, la cui facciata e campanile sono state abbellite da murales di Mono Gonzalez, Tono Cruz e Sebastian Gonzalez, coinvolti nel progetto d’arte urbana “Ultravioletto”, promosso dall’associazione Il fazzoletto di perle e sostenuto dalla Fondazione San Gennaro nonchè dagli abitanti del rione.

Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
[Totò]

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