Procida, l’isola dipinta d’arcobaleno

Arrivata a Napoli in serata, con un caldo pazzesco ancora ad arroventare le strade, senza il mio fido ventaglio e una birra gelata bevuta avidamente sul lungomare all’ombra del Maschio Angioino non me la sarei certamente cavata. Questa volta sono solo di passaggio: Procida mi aspetta.

Mi fiondo al porticciolo di Beverello a procurarmi i preziosissimi biglietti dell’aliscafo che mi porterà a Procida l’indomani mattina; in alta stagione sarebbe opportuno acquistare i biglietti in anticipo, ma avendo deciso last second di trascorrere il fine settimana a Procida, ho preferito recarmi direttamente in biglietteria prima dell’orario di chiusura e assicurarmi la prima corsa utile del giorno successivo. Di aliscafi per Procida ce ne sono di frequentissimi, e raggiungerla è davvero un gioco da ragazzi, considerato che il tragitto in aliscafo è di soli 40 minuti.
Biglietti alla mano, dopo aver fatto il check-in in un hotel sul porto, tanto kitsch quanto spartano, prenotato mentre viaggiavo da Roma verso Napoli – di più non chiedo per questa manciata di ore che mi dividono da Procida – vado a mangiarmi una pizza e poi a godermi le prime ore della notte che a Napoli non è mai buia, dal balcone della mia stanza…unico dettaglio degno di nota del mio hotel.
Finalmente si fa giorno e Procida è tutta mia.
Lasciare la Stazione Marittima e osservare Napoli allontanarsi è una vagonata di bellezza, come tutto il tragitto che da Beverello conduce al grazioso porticciolo di Procida di Marina Grande.

Procida per me non ha eguali, è straordinariamente più familiare e accogliente rispetto alle altre cugine del golfo, sebbene sia di gran lunga meno visitata eppure così ricca di siti e peculiarità, nonché molto raccontata anche dal cinema e in letteratura (non perderti “L’Isola di Arturo” di Elsa Morante, ambientato a Procida, che narra di Arturo per il quale Procida è tutto il mondo, e tutti gli altri posti esistono per lui solo nella dimensione della leggenda, Arturo passa il suo tempo a leggere storie che raccontano di “eccellenti condottieri”, a studiare l’atlante per progettare i suoi viaggi futuri e a fare fantasie sulla figura del padre che crede il più grande eroe della storia).
Tranquilla, misteriosa, con i suoi ritmi lenti, se non hai mai considerato Procida e sei amante della semplicità, della tradizione e della quiete allora dovresti proprio venire a conoscerla.
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COSA VEDERE E FARE A PROCIDA
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MARINA GRANDE
La cittadella di Marina Grande è il principale approdo a Procida, il porto accoglie il grosso degli arrivi sull’isola e da qui puoi raggiungere ogni punto dell’isola con diversi mezzi di trasporto: dagli autobus ai taxi, dai micro taxi agli scooter. Marina Grande, chiamata anche Marina di Sancio Cattolico, si estende ai piedi del borgo di Terra Murata, e risplende dei colori pastello delle sue abitazioni impreziosite da scale esterne, le tipiche vefie (loggia) e le terrazze dove è facile vedere le donne affacciate. A Marina Grande è impossibile non notare il gioiellino architettonico di Palazzo Montefusco, risalente al XVII secolo contraddistinto da archi sormontati da merli curvilinei, ed è per questo che è noto anche come Palazzo Merlato. Nel passato fu la residenza estiva del re, poi antico convento e oggi abitato dai procidani.
A Marina Grande si trova la Chiesa di Santa Maria della Pietà anche conosciuta come la Chiesa dei Marinai; poi, è da notare il Crocefisso ligneo datato 1845, la Chiesa di San Leonardo e il Museo del Mare situato nel palazzo storico dell’Istituto Nautico “Francesco Caracciolo”, un piccolo museo aperto nel 1996 per promuovere le secolari tradizioni marinare dell’isola.

Io appena arrivata a Procida mi sono fiondata a fare un bagno rinfrescante alla spiaggia di Scoglio Cannone proprio a pochi metri dal porto e poi prima di affrontare la giornata una dose di dolcezza con una colazione a base di cappuccino e lingua di bue, un prodotto da forno tipico di Procida, meglio se ripieno di crema al limone!
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MARINA DI CORRICELLA

La Corricella è la marina caratteristica e suggestiva, sembra un presepe coloratissimo che si specchia nel mare. Il suo nome deriva dal greco “chora kalè” che significa bella contrada. Camminare tra le sue stradine strette strette, immersi nel silenzio più totale, guardare i pescatori che filano le reti, sentire il profumo di mare e assaporare la vita semplice è un’esperienza indimenticabile. La Corricella per la sua bellezza è sempre più spesso set cinematografico, ma su tutti i procidani ricordano con molto affetto il film che per eccellenza ha immortalato l’isola di Procida: Il Postino di Massimo Troisi.
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TERRA MURATA
A picco sul mare Terra Murata è la zona più alta dell’isola (circa 90 metri), ed è raggiungibile attraverso una lunga salita dalla quale si può ammirare un panorama mozzafiato. A rendere particolare questo luogo non sono solo le fortificazioni medievali e le vedute scenografiche, ma anche una serie di edifici e location da non perdere.

Palazzo d’Avalos / L’antico penitenziario
È impossibile non notare questo imponente edificio che domina Terramurata; costituito nel XVI secolo per volere del Cardinale d’Avalos, questo palazzo signorile ha poi avuto una vita articolata: nel 1734 venne confiscato dai regnanti borbonici i quali vi istituirono il primo sito reale di caccia, poi nel 1815 venne trasformato in scuola militare e nel 1830 in carcere del Regno. Rimase un penitenziario anche dopo l’Unità d’Italia, la parte vecchia venne chiusa nel 1978 e nel 1988 definitivamente abbandonato anche il carcere nuovo.
Il Belvedere dei due cannoni
Salendo da Salita del Castello poco dopo aver lasciato il carcere alla sinistra, si raggiunge un punto panoramico sulla Corricella, caratterizzato dalla presenza due antichi cannoni a lunga gittata risalenti alla Repubblica napoletana del 1799.

Abbazia di San Michele Arcangelo
Incastonata tra le case di Terra Murata, imponente e millenaria è lAbbazia di San Michele Arcangelo, situata in una posizione dominante sul promontorio di Terra Murata; È possibile partecipare a visite guidate all’interno dell’Abbazia e dei suoi sotterranei curato dall’Associazione Culturale Millennium da pasqua fino ad ottobre.
Chiesa di Santa Margherita Nuova
La costruzione dell’insediamento religioso risale alla seconda metà del XVI secolo, quando i monaci domenicani che possedevano l’antico Cenobio di Santa Margherita Vecchia alla Chiaolella si trasferirono, a causa delle incursioni saracene. Attualmente la chiesa è sede di mostre ed eventi culturali, quindi ti invito a venire a curiosare fin qui!

Casa Graziella
Al secondo piano dell’Ex Conservatorio delle Orfane, attualmente denominato Palazzo della Cultura, è possibile visitare la ricostruzione di una tipica abitazione procidana come sarebbe stata la casa di Graziella. Graziella è la protagonista del libro di Lamartine del 1849 che narra della storia di un amore nato sull’isola.
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MARINA DI CHIAIOLELLA
È la versione minore di Marina Grande: lungo un antico cratere vulcanico, una fila di case di pescatori abbracciano il caratteristico porticciolo di Chiaiolella. Il pezzo forte dell’intero borgo è il Santuario di San Giuseppe, di cui spicca la torre campanaria con il grande orologio che si affaccia su tutti i lati del campanile. Il caratteristico porticciolo è cinto a ovest dall’altura di Solchiaro, un tempo meta preferita dai Borbone per la caccia, e ad est dal promontorio di Santa Margherita, sede nell’VIII secolo di un monastero benedettino.
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VIVARA

Procida nel suo comune include anche il vicino isolotto di Vivara, misteriosa e affascinante porzione di terra, collegata a Procida da un vecchio ponte, che si affaccia su uno specchio d’acqua circolare, corrispondente al cratere chiamato golfo di Genito. Vivara è oggi un’oasi del WWF protetta dal 1974 e riserva naturale dello Stato. Piccola, selvaggia e incontaminata, oltre a essere popolata da piante rare, conigli selvatici e numerosi uccelli acquatici, è sede di importanti ritrovamenti archeologici di origine micenea. È proibito l’ingresso all’isola di Vivara, né si può transitare sul ponte che la collega a Procida, perché attualmente manca un piano per la fruizione della Riserva, pur esistendo un dibattito circa il futuro dell’isola.
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UN GIRO IN BARCA
A Procida è d’obbligo un’uscita in barca per poter ammirare la bellezza selvaggia della sua costa, le mille sfumature di blu, le spiagge! A Marina Grande è un gioco da ragazzi procurarsi un barcaiolo. Io ho avuto la fortuna di incontrato un procidano espertissimo, e aver ottenuto anche un ottimo prezzo per il mio giro dell’isola di circa 2h30. La mia guida mi ha mostrato ogni singolo dettaglio dell’isola, tra le cose più belle abbiamo visitato e nuotato nella Grotta del Bue, la Grotta Azzurra di Procida 🙂 e abbiamo fatto il bagno a nel Golfo di Genito e poi alla Spiaggia del Postino. Se vuoi maggiori dettagli e il contatto del barcaiolo, scrivimi in privato.


Procida offre ai visitatori acque limpidissime, degli angoli che sembrano usciti da dei dipinti e cibo fantastico, se non l’hai mai visitata, dovresti davvero lasciarti tentare dalla sua bellezza genuina, oasi di pace immersa in uno dei golfi più belli d’Italia…lei saprà come conquistarti!

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Qui trovi la mia mappa personalizzata con tutti i luoghi da visitare! E ricorda se vuoi fare il giro in barca con un procedano DOC contattami in privato!
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Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua. [Elsa Morante, L’isola di Arturo]
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