5 giorni a Rio de Janeiro fanno la felicità

Rio de Janeiro from Corcovado Ph. the smartraveller blogAtterrare all’aeroporto Santos Dumont a Rio de Janeiro è un’emozione. Qui non si atterra, si plana sulle acque placide della Baia di Guanabara a pochi metri dai grattacieli del Centro di Rio e il ponte Rio-Niterói.
Sono appena le nove e trenta di sera e il cielo è già buio pesto, ma la notte contrasta con l’aura lucente delle mille luci cittadine, calde e amiche, che mi regalano una coltre di incanto. Sei tu Rio de Janeiro.

Nel tragitto in taxi che mi porta dall’aeroporto a Santa Teresa, il quartiere nel centro storico dove alloggerò durante il mio soggiorno, non potevo staccarle gli occhi di dosso.
Con lo sguardo di una bambina, scrutavo ogni metro della città che scorreva fuori dal finestrino, la ammiravo e già mi facevo mille domande e fantasticavo, senza ricevere alcuna risposta.
Rio de Janeiro, lo sappiamo, è la città dei mille contrasti e dei mille volti, è una città che brilla di luce propria, o meglio luci e ombre, che solo chi la vive può conoscere fino in fondo; da visitatori la si può percepire, la si può spiare…eppure Rio è lì pronta ad offrirsi, sanguigna e verace, è una città che ti stringe e quasi arrivi a temerla. Non puoi che lasciarti andare.
Non sto dicendo che esiste UNA ricetta universale per vivere e scoprire una nuova città; ognuno di noi ha la sua sensibilità, i suoi tempi, bagaglio di esperienze e curiosità. Quello che mi sento di dire di Rio è che non è una città che va capita, Rio va goduta. In ogni sua sfaccettatura.
Dalle location più moderne come il Museu do Amañha, agli angoli più nascosti e caratteristici come la Pedra do Sal nel bairro da Saúde, passando per le tante chiese sparse, qua e là, dal Monastero di São Bento alla Candelaria, tutto racconta una storia.
C’è la Rio ottocentesca che diventa capitale del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve, così è possibile rivivere quei fasti visitando la Biblioteca Nazionale e il Teatro Municipale, c’è la Rio dell’indipendenza e quindi dei palazzi storici come la Laranjeiras o il neoclassico Palácio do Catete, sede del potere esecutivo brasiliano dal 1897 al 1960. E poi c’è la mata atlântica, la baia, l’oceano, le spiagge, i massicci e le rupi granitiche che come sentinelle vegliano su di lei.
La natura vive in simbiosi col tessuto urbano, sa intrecciarsi con il cemento in una maniera irripetibile, che non ho visto altrove nel mondo. Non a caso Rio è la Città Meravigliosa.
Il mio viaggio dentro Rio ha attraversato tante emozioni, questa città sprigiona una tale carica che il giorno e la notte si fondono, non vorresti mai andare a letto, e quando ti corichi non vedi l’ora di rialzarti. Dal primo all’ultimo minuto speso a Rio de Janeiro ho avuto sete e fame di lei. Mi sono messa in gioco, sempre in punta di piedi, l’ho assaporata in giornate nuvolose e col cielo blu, l’ho attraversata mettendo il naso negli angoli più lindi, ma anche in quelli più maleodoranti, l’ho ammirata dal mare, dal cielo e dalla sua pancia, ho curiosato qua e là, ho parlato con la sua gente, mi sono mescolata a loro, ho ballato, brindato e cantato con lei e per lei. L’ho amata per la sua palese bellezza, mi sono riempita di commozione e piacere insieme nell’ammirarla al tramonto dal Corcovado, mi sono anche arrabbiata nel vederla struggersi, attorcigliarsi…e nel vederla maltrattata da chi dovrebbe averne cura.
Ho sentito una stretta al cuore per quell’arrivederci, dopo solo 5 giorni in cui l’avevo amata immensamente, in cui percorrendo le sue strade mi sono sentita parte di lei. 
Questo post è una dichiarazione d’amore, ma anche il racconto di come Rio mi ha stregata in una manciata di ore, all’alba di un mite inverno australe.
Non sarò io a farti innamorare di Rio, ma sarà lei a catturarti se glielo lascerai fare, quando avrai la fortuna di fare la sua conoscenza. Ti auguro di visitarla e abbandonarti ad essa senza remore. Cinque giorni a Rio de Janeiro fanno la felicità.
Un vicolo nel quartiere Lapa

Un vicolo nel quartiere Lapa

Buildings from colonial times on Rua do Catete, Rio de Janeiro Ph. the smartraveller blog-2

Eleganti palazzi coloniali lungo Rua do Catete

Da viaggiatore a viaggiatore, ti va di condividere con me la città o il luogo che hanno saputo suscitarti le stesse emozioni forti e contrastanti di cui parlo sopra? Scrivimelo pure nei commenti 🙂
Mi raccomando rimani sintonizzato sul blog, sto preparando un treno di articoli in cui racconto le mie esperienze qua e là per la città.
Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova il suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti. [Le città invisibili, Italo Calvino]

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3 pensieri su “5 giorni a Rio de Janeiro fanno la felicità

  1. Pingback: Mercado das Pulgas, serate al sapore di samba nel cuore di Rio | the smARTraveller blog ✈

  2. Un bel post. Grazie mille come sempre per i tuoi bei racconti!

    In particolare mi e’ piaciuto soprattutto questo passaggio “Non sto dicendo che esiste UNA ricetta universale per vivere e scoprire una nuova città; ognuno di noi ha la sua sensibilità, i suoi tempi, bagaglio di esperienze e curiosità. Quello che mi sento di dire di Rio è che non è una città che va capita, Rio va goduta. In ogni sua sfaccettatura”. Mi trova pienamente d’accordo ricordandomi il primo post che ho scritto su Tokyo. Un bel pensiero…

    Un abbraccio estivo,

    tokyomelange

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