Perdersi nel dedalo di strade del ghetto ebraico di Padova

Ghetto/Padova © smARTravellerQuesto piccolo quartiere conserva un’atmosfera particolare, una miscela di storia, architettura e tradizione: una realtà sempre viva, una zona urbanistica memoria di un’epoca, di una città e della storia di un popolo. 

Prima di addentrarmi nel dedalo di strade del ghetto, mi godo una colazione a Piazza delle Erbe che è sempre un incanto, non a caso è il salotto di Padova: qui affaccia il Palazzo della Ragione, in parte il Municipio e il neoromantico Palazzo delle Debite. Ma ciò che rende la piazza colorata e particolarmente vivace è il grande mercato, che qui è ospitato da ottocento anni tutti santi giorni, tranne la domenica.
Palazzo della Ragione/Padova © smartraveller

Mercato/Piazza delle Erbe/Padova

Lascio piazza delle Erbe e vado alla scoperta degli angoli più intimi della città, là dove le vie si fanno strette e le costruzioni si innalzano fitte: è il ghetto padovano, che si cela proprio qua dietro. 
[Storia]
Verso la metà del ‘500 i rapporti tra ebrei, prestatori di denaro, e la Repubblica Veneziana si incrinarono a causa della crisi economica dell’epoca e furono emessi dei provvedimenti che vietavano l’esercizio del prestito agli ebrei. Successivamente nel 1548 il Consiglio cittadino approvò la realizzazione del ghetto, che solo a fine secolo venne eretto tra “Quattro strade”. Le quattro vie terminavano con quattro porte, custodite ciascuna da due guardiani uno ebreo e uno cristiano, che controllavano e impedivano l’uscita degli ebrei dopo le due di notte.
Qui vennero costretti gli ebrei dal 1603 al 1797, fin quando Napoleone non instaurò il regime di uguaglianza; i ghetti vennero definitivamente aboliti con la dominazione asburgica.
Mappa Ghetto di PadovaCome vedi dalla mappa si tratta di un’area ristretta, anzi il consiglio è proprio di girare a zonzo senza badare alla cartina, proprio per cogliere dettagli e godere della pace di questo labirinto e lasciarsi sorprendere.
Nel ghetto si trovano tre sinagoghe. La prima che incontro è la ex sinagoga tedesca oggi centro culturale, è in via delle Piazze 26. E’ la più antica: fu fondata nel 1525. E’ un edificio rosso con sulla porta una scritta in ebraico che significa “casa di preghiera” e una targa che ricorda che nel 1943 fu devastata da un incendio doloso. Ex grande sinagoga tedesca Ghetto/Padova © smARTravellerDopo la distruzione fu sostituita nel suo ruolo di luogo di culto principale, dalla sinagoga italiana, in precedenza usata come sala conferenze e studio. La ex Sinagoga Tedesca è visitabile su appuntamento, contattando la Comunità Ebraica di Padova (Tel. 049/8751106).
Sinagoga di Padova www.smartraveller.itPoco dopo, giunta in via S. Martino e Solferino, svoltando a destra trovo la sinagoga del rito italiano, riconoscibile anche dalla targa che ricorda l’olocausto. E’ l’unica sinagoga ancora attiva; si può visitare su autorizzazione della comunità Ebraica (vedi numero sopra). Proprio di fronte, ma ai piani alti, si trovava la terza sinagoga, di rito spagnolo, riconoscibile dalle due finestre con 6 colonne bianche.
Oltre alle sinagoghe ci sono diversi edifici di interesse, tra gli altri, all’incrocio tra via S.Martino e Solferino con via dell’Arco, sorgeva l’antica Accademia Rabbinica, che aveva sede nell’edificio che oggi ospita l’Hotel Toscanelli.
Ad ogni angolo è possibile scorgere un particolare di queste bellissime abitazioni cinquecentesche, le cosiddette case-torri soprelevate tipiche del quartiere. Dalle finestre a bifora, dai portali intarsiati, oppure decorazioni che non ti aspetti come delle teste scolpite che reggono le canne fumarie, i porticati con colonne in trachite, portici a colonne gotiche, capitelli, logge, balconcini.Ghetto/Padova © smARTraveller
Porticati Ghetto di Padova
Stallo Soncin Ghetto/Padova © smARTravellerIn via Soncin 33 potrai notare un antico stallo con struttura originaria medioevale. Lì si trovavano anticamente le rimesse per i cavalli che effettuavano servizi di trasporto verso i maggiori centri della provincia.
Il ghetto è ancora oggi una zona di commercio, pieno di localini, botteghe, negozi. Immagina nel seicento, il via vai e la vivacità di queste strade, dove davvero si poteva trovare di tutto. L’area certamente mantiene il fascino, anche se molte botteghe sono state rimpiazzate dal bar o locali alla moda. Ghetto/Padova © smARTraveller
Ma la bellezza del ghetto oggi è anche questa, ti offre la possibilità di camminare in un contesto fuori dal tempo, apprezzare l’architettura della tradizione e poi godere della vivacità donata dal pullulare di bar e localini che trovi lungo le strade. 
Osteria L'Anfora Ghetto/Padova © smARTraveller
Caffè della Piazzetta Ghetto/Padova © smARTraveller
[Mangiare]
Le atmosfere del ghetto le ho così tanto apprezzate che durante il mio soggiorno a Padova ho praticamente sempre mangiato in questa zona, mettendo insieme qualche indirizzo da condividere.
Osteria l’Anfora. Si trova in via dei Soncin, ed è una tipica trattoria veneta dall’atmosfera conviviale, molto conosciuta a Padova. Un posto molto caratteristico dove si mangia bene spendendo il giusto.
Caffè Della Piazzetta. E’ un bar con una buona carta, dove fare un pranzo veloce, o una ricca merenda a base dei loro ottimi prodotti di pasticceria, oppure ideale per un aperitivo tranquillo. Un bar che gode della location più bella del ghetto!
212 Hamburger & Delicious. Il locale è particolare e ben curato, mi ha colpito per lo stile e l’arredamento: ricorda un fast food americano dal sapore vintage; burgers ottimi. Via dell’Arco 22
Corte Sconta. L’ideale per l’aperitivo o il dopocena. E’ un’enoteca sempre in via dell’Arco. Un’atmosfera rilassata tipica da bacaro veneziano, qui ho imparato una parola nuova: spuncione, ossia una sorta di tapas padovano 😉
La Vecchia Enoteca. Un piccolo ristorante molto curato, dove il cibo è davvero eccellente e il costo adeguato. Via S.Martino e Solferino 32.
Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore. E in molti casi è un’esperienza pericolosa [Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia]

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★ A Padova potrebbe interessarti la visita dellOrto Botanico, il più antico del mondo, nonché riconosciuto patrimonio dell’umanità Unesco 

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7 pensieri su “Perdersi nel dedalo di strade del ghetto ebraico di Padova

  1. Pingback: Padova in un giorno (o meno) | Martinaway

  2. A Padova dico da un sacco che voglio andarci visto che non è poi così lontana da Milano… poi però ho paura che una giornata possa non bastare e continuo a rimandare. Comunque la tengo in cima alla lista e questo itinerario mi è piaciuto un sacco!

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    • ciao Michela! Grazie per esser passata! Sì assolutamente da consigliare! E’ nella lista dei locali del ghetto che ho frequentato durante il mio soggiorno padovano! Sei di Padova? o comunque la consoci molto bene? Mi farebbe piacere se potessi consigliare o aggiungere qualcos’altro del ghetto…Grazie mille! un caro saluto, Paola

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