Ciaspolando sulle nevi del Terminillo

Ciaspolando al terminillo © www.smartraveller.it (22)Punte isolate e rivolte verso la Capitale tagliano lo sguardo, percorrendo la via consolare Salaria, l’antica Via del Sale. Più ci si avvicina e più si percepisce l’imponenza del Terminillo, la montagna di Roma.
Sai perché pur essendo in provincia di Rieti ci si riferisce al Terminillo come montagna di Roma? Ti cito un passo tratto da un libro di Maria Scicolone:
«È il Terminillo, Duce, siamo in provincia di Rieti». «Quanto è alto?». «Circa 2.200 metri». «Quindi, d’inverno, c’è sempre la neve, si può sciare». «La neve c’è, ma non ci sono le strade per arrivarci». Protendendo l’indice della mano destra, Mussolini aveva concluso : «Quella sarà montagna di Roma». In breve tempo furono costruite le strade e il Terminillo divenne meta dei romani per praticare gli sport invernali. [A tavola con il Duce, Maria Scicolone]
Ciaspolando al terminillo © www.smartraveller.it (23)Il Terminillo è il massiccio montuoso più importante della catena dei Monti Reatini, sia per questioni naturalistiche, grazie ad una flora e una fauna vari e d’interesse, sia per l’aspetto turistico: qui si trova una delle più grandi aree sciistiche dell’Appennino centro-meridionale, ma è anche una meta molto battuta in estate grazie alla presenza di belle vie escursionistiche.
Ma nonostante ci sia tanta neve, non sono qui per sciare, né per fare pupazzi di neve. Quest’anno voglio provare a camminare, invece di scivolare! E fu così che al Monte Terminillo devo la mia prima vera ciaspolata!
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????????????????????????????????????????????????Ebbene sì, frequento la montagna da quando sono nata, grazie all’amore tramandatomi dai miei genitori, ma le ciaspole confesso di non averle mai ancora messe ai piedi.
Guidata da un conoscitore di questa montagna, Gianni di Tesori del Lazio, ho pensato di sfruttare la neve scesa copiosa per andare alla scoperta slow dell’habitat montano appenninico, tra faggete, praterie, ghiaioni e brecciai meravigliosamente candidi!Terminillo, vista
Arrivo da Roma percorrendo la Salaria, e poi dopo Rieti seguendo la strada che porta al passo di Sella di Leonessa (chiuso in inverno) con una strada panoramica, che collega i due versanti: la città di Rieti con il paese di Leonessa. Questa strada (da Rieti S.S. bis Salaria) consente l’accesso in quota e qui si trovano le stazioni turistiche di Pian dé Valli e Campoforogna [dopo Osteria Nuova prestate molta attenzione ai limiti di velocità, la strada è seminata di autovelox].
A Pian de’ Valli noleggio le ciaspole, ci sono più esercizi cui rivolgersi (costo 10€ a persona comprese le bacchette) e faccio conoscenza di questo attrezzo…che di cui presto scoprirò il fascino.
Esiste un turismo legato all’uso delle ciaspole ormai molto diffuso, sono tante le associazioni escursionistiche e le proposte che hanno contribuito a far avvicinare tanta gente all’escursionismo invernale in ciaspola, con itinerari di varia difficoltà e lunghezza, favorendo l’avvicinamento alla montagna in inverno, la stagione più impegnativa, anche i meno avvezzi o coloro che amano meno gli sport invernali.
Dopo aver preso le nostre ciaspole, saliamo ancora un po’ a Campoforogna coperta da tantissima neve, dove nel grande parcheggio è possibile lasciare indisturbata l’auto e proseguire…ciaspolando! Direzione Rifugio Angelo Sebastiani!
Dopo un breve briefing con la guida, e aver scelto il sentiero più adatto – ce ne sono a decine, tra l’altro il CAI di Rieti ha riclassificato e sistemato l’intero complesso del Terminillo, e le mappe degli itinerari si possono reperire su internet, così come in loco) finalmente si parte alla scoperta di un paesaggio innevato e natura incontaminata,  scorci imperdibili coronati da quiete e silenzio. L’unico rumore è il fruscio del vento e il respiro che si affatica!

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Come in tutti tipi di escursionismo, il bello è anche arrivare a meta, in vetta, in un rifugio. Il nostro obiettivo è la vetta, ma visto il peggioramento delle condizioni meteo, abbiamo deciso di puntare al rifugio Sebastiani, intitolato ad Angelo, uno dei più capaci sciatori del CAI reatino, inaugurato nel 1961. Si trova nel versante nord est del Terminillo, e gode di una posizione privilegiata all’interno di un’area assolutamente intatta e pregevole dal punto di vista naturalistico.

Ciaspolando al Terminillo © www.smartraveller.it

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Abbiamo raggiunto il vintage rifugio CAI Sebastiani…finalmente! Il rifugio, a differenza di quelli che troviamo sulle Alpi e Dolomiti, è isolato, non solo perché la strada è chiusa, ma perché non ci sono impianti automatizzati, quindi i rifornimenti arrivano a mano, attraverso Maurizio il gestore e i suoi collaboratori, che portano di volta in volta in cima viveri e quant’altro.
All’uscita dal Rifugio, una bella nevicata ci aspetta, a rendere ancora più suggestivo il rientro a Campoforogna!
Il Terminillo è una montagna dolce che si lascia scoprire e devo dire ancora meglio se con le ciaspole ai piedi, che consentono di scoprire angoli che altrimenti in inverno non sono raggiungibili.
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Ciaspolando al Terminillo © www.smartraveller.itQuanto alle ciaspole, tutti possono avvicinarsi a questo strano “strumento”, dai bambini agli anziani, purché ci sia la curiosità di provare un’emozione diversa nel palcoscenico della montagna invernale, e consapevoli che è uno sport a tutti gli effetti, insomma si passeggia, ma si fatica anche molto!
Le caratteristiche che più mi hanno affascinato? Sei lontano dalla folla delle piste, ti alleni in modo eco-sostenibile, respiri aria pura a pieni polmoni e ti godi la compagnia dei tuoi amici.
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[smARTips]
Per quanto riguarda l’abbigliamento servono un paio di scarponi da trekking alti ed impermeabili, ghette se non s’indossano dei pantaloni tecnici magari da sci (che le hanno già al loro interno), quindi pantaloni caldi e impermeabili, cappello, guanti, occhiali da sole, e in genere è bene vestirsi a strati. Per chi si cimenta in escursioni più impegnative, è bene avere gps, pala e sonda).
Ho imparato che le ciaspole sono leggere, consentono di inerpicarsi per pareti più ripide anche ghiacciate. Se il pendio è ripido è bene salire in diagonale (lo stesso vale per la discesa), ci si deve coordinare con i bastoncini, seguendo il movimento naturale della camminata, assicurandosi che ramponcino e bastoncino siano sempre in presa sulla neve. I bastoncini sono importanti perchè aiutano a mantenere stabilità e danno ritmo e spinta. Quando si scende è bene puntare i ramponcini e poggiare tutta la pianta del piede, se la neve è dura magari anche dando un colpo di punta. Fare attenzione ai cumuli di neve sotto la pianta, che impediranno la presa: vanno rimossi subito appena ce ne si accorge battendo la racchetta sulla ciaspola. 
Le ciaspole che ho trovato al noleggio erano un po’ lunghe, pare siano il modello canadese. Nonostante siano ingombranti, sono ottime per nevi profonde e presentano vari sistemi di fissaggio. Mentre sono mendo indicate per percorsi molto ripidi. In ogni caso, le ciaspole vanno aggiustate in base al numero di scarpa e poi agganciate alle scarpe.
Rifugio Sebastiani. Se pensi di pranzare là, specialmente se sei in comitiva, assicurati che sia aperto e si possa mangiare, perché appunto non è un ristorante, ma un rifugio! In ogni caso sono molto sportivi, ti lasciano utilizzare i loro spazi per mangiare al sacco, ovviamente consumando bevande. Tel. 0746 261184.
Tra le manifestazioni che accolgono un vasto pubblico, da citare la tradizionale Festa della Transumanza (ad agosto, per rivivere l’emozione della migrazione delle greggi e gustare i prodotti legati alla pastorizia) e le osservazioni del cielo che si tengono presso il Rifugio Sebastiani.
Infine, segnalo un itinerario da seguire: il Sentiero Planetario!

Salita al Rifugio CAI Sebastiani, Terminillo

La salvezza del mondo sta nella natura selvaggia
[Henry David Thoreau]
© www.smartraveller.it
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