Il borgo (quasi) fantasma di Vejano

Vejano, Viterbo
Ci siamo lasciati a Barbarano Romano, da dove [dopo un lauto pasto a base di piatti della tradizione] sono ripartita per andare a scoprire un’altra perla, ancor meno conosciuta, nel panorama dei borghi laziali: Vejano, sì hai letto bene, si scrive con la “i lunga”.

Riprendo la Braccianese Claudia e poco dopo la mia attenzione viene catturata da un edificio sulla sinistra, quasi interamente ricoperto di rovi, che nientemeno è una dimenticata stazione ferroviaria…incuriosita mi fermo e vado a dare un’occhiata!

Stazione Ferroviaria fantasma Barbarano Romano-Vejano © smartraveller.it)

Si tratta della stazione “Barbarano Romano – Vejano” parte della linea ferrovia abbandonata Civitavecchia-Orte. non gode di ottima salute, ed è  infestata dalla vegetazione, comunque si può accedere a piedi, in bici o anche in moto. Il tratto ferroviario fu aperto nel 1929 e rimase in esercizio fino al 1963. Attualmente il tracciato, che attraversa paesaggi molto suggestivi, come ad esempio i territori bagnati dal fiume Mignone, viene utilizzato per escursioni a piedi, a cavallo o in bicicletta #offroad.
Percorro una manciata di km e raggiungo il piccolo centro di Vejano ed il suo borgo medievale tutto raccolto intorno all’antico castello, o meglio Rocca. Il borgo purtroppo è andato in parte distrutto nel 1944 a causa di un pesante bombardamento alleato, mirato a colpire l’esercito tedesco, che fece oltre 70 vittime tra i civili. Questo accadimento nel 2004 valse al paesino il conferimento della medaglia di bronzo al merito civile.
Quello che è sopravvissuto o è stato totalmente abbandonato oppure ristrutturato. Questa parte storica è integrata nel centro del paese, in effetti vi si accede dalla piazza principale.
Centro storico Vejano, aerial view Ph.Richard Holmgren

Ph.Richard Holmgren

Arrivati nella grande e alberata piazza XX settembre, intorno a cui ruota la vita del paese, è bene lasciare la macchina e proseguire a piedi. Non c’è bisogno di mappe, basta dirigersi verso la sede comunale alle cui spalle si trova appunto il vecchio borgo.
Vejano © smartraveller.it
Vejano a piedi by smartraveller.itNell’immagine qui sopra trovi grosso modo i tracciati da fare. Si può scendere per via del Popolo che porta nella parte bassa del borgo, dove durante le festività natalizie viene allestito un suggestivo Presepe Vivente. Le case sono interamente in tufo e si affacciano sul dirupo. Vejano © smartraveller.it
Vejano © smartraveller.itDa lì si può risalire passando per la piazza e quindi attraversare un passaggio che costeggia l’imponente Rocca, circondata dal fosso.
Vejano © smartraveller.itVejano fu capitale nel medioevo di un feudo piuttosto ambito, che tra il ‘500 e ‘600 fu dominato dai Santacroce, la famiglia che segnò il periodo più florido della storia cittadina. Attualmente rimangono tre luoghi di gran pregio: la Rocca, che ho già menzionato, oggi di proprietà della famiglia Altieri e purtroppo non visitabile, la cappella funeraria dei Santacroce e la Chiesa dell’Assunta, tutte proprio nel borgo.Vejano © smartraveller.it
Vejano © smartraveller.itRaggiunta la deliziosa piazzettina, ci si trova davanti la Chiesa dell’Assunta, di epoca rinascimentale, il cui seminterrato per secoli fu utilizzato come cimitero. L’ultima tumulazione è avvenuta il 19 Settembre 1872! Da qui tramite via della Cappella si giunge al Sacello funerario dei Santacroce, disegnato dalla scuola del Sangallo Il Giovane,  che oltre a custodire opere d’arte dei sec. XVI-XVIII, accoglie i sepolcri dei signori del Paese.
Vejano © smartraveller.it
Vejano © smartraveller.itPer godere della vista più bella del paese, però, bisogna uscire riprendendo la Braccianese Claudia verso Roma. Dopo un paio di curve basterà voltarsi. Una parete di tufo, un muro difensivo quasi naturale, si apre davanti gli occhi, le fragili case vegliano e salutano il passaggio degli avventori!Castello di Vejano by smartraveller.it
Vejano vedutaUn’altra passeggiata tra le rovine del vecchio borgo si può fare percorrendo via della Fontana, che trovi anche segnalata nella mia mappa di cui sopra, che porta fino al santuario del patrono del paesino [Sant’Orsio] e costeggia le pendici del costone tufaceo. Anche qui è possibile cogliere scorci molto affascinanati. Vejano © smartraveller.it
[smARTinfo]
  • In una valle poco fuori il centro abitato, località Fontiloro, sono state ritrovate le vestigia di una grandiosa villa di epoca romana. Si tratta per lo più di resti dell’era Augustea che testimoniano l’esistenza di importanti insediamenti romani nella zona. I materiali che vengono alla luce, come terrecotte decorate secondo lo stile orientale o ceramiche da mensa Aretine, sono destinati al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma.
  • Nel territorio di Vejano è presente una discreta attività sorgentizia mineralizzata. La sorgente dell’Acqua Forte è una fonte naturale di acqua frizzante molto ricca di minerali, facilmente raggiungibile tramite la strada che collega Vejano con Capranica, situata in prossimità del fosso Mignone e facente parte dell’itinerario del Lazio etrusco “Strade dei Parchi”.

Acquaforte, Vejano © smartraveller.it

  • Nei pressi della fonte dell’Acqua Forte, direzione Capranica di trova un’aviosuperficie, dove l’associazione che la gestisce organizza corsi di volo.
  • Il paese ospita nel periodo estivo tre importanti manifestazioni gastronomiche. A giugno diventa città del Tartufo; a luglio c’è la sagra della Pizza a Fiamma, una pizza cotta appunto direttamente sulla fiamma nel forno a legna e realizzata con una miscela di farine di grano tenero e di grano duro, farcita con cicoria, ricotta, mortadella o nutella; infine, ad agosto si tiene la sagra del Ceciarello (la versione locale della pasta e fagioli). La pasta è preparata con acqua e farina di grano duro e poi bollita nel brodo di fagioli.
  • Nel periodo natalizio le strade del borgo si animano grazie al Presepe Vivente, uno dei più suggestivi della provincia.

VEJANO, VT

Nota. L’immagine aerea di copertina è presa dal web e non conosco l’autore. Le altre, se non diversamente specificato, sono scattate da me.

La curiosità uccise il gatto, ma la soddisfazione lo riportò in vita [Proverbio Italiano]

 

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