Io mangio all’impiedi: alla scoperta dello street food a Palermo

Venditore Ambulante, Pane, Palermo, Street Food Tour © smARTravellerCon la scusa di andare a prendere l’ultimo sole in Sicilia, non mi sono fatta scappare una tappa a Palermo, una visita dedicata a vivere la città esclusivamente dal punto di vista gastronomico, elemento tutt’altro che secondario in Sicilia.
Assaggiare i cibi del posto è uno dei piaceri di un viaggio, ma lo è ancora di più, almeno per me, quando venduti dagli ambulanti per strada, in una bancarella, in un mercato…insomma, in giro!

Ho sempre considerato Palermo, come poche altre città italiane, una sontuosa sala banchetti a cielo aperto, dove si è soggetti a parecchie tentazioni tra le quali non è affatto facile districarsi!
L’orizzonte gastronomico è a perdita d’occhio, qui conoscono mille e un segreto per elevare il gusto anche con il “povero” cibo di strada!
Questa volta però voglio fare tutto per bene. E qui la rete vuole che incontri Salvatore e la sua banda, una crew di entusiasti appassionati di street food, ma soprattutto dei ragazzi innamorati della propria terra, che hanno messo in piedi un progetto con grandissime ambizioni, che orbita intorno alla cultura enogastronomica di strada di Palermo: Palermo Street Food.
[Un’esperienza sensoriale palermitana mi aspetta!]
Appuntamento in pieno orario pasti con Chiara, graziosa e brillante street food lover, ma soprattutto una preparatissima guida turistica: lei saprà aprirmi un mondo e darmi anche degli spunti storici della città durante il nostro tour.
?????????????????????????????Mentre ci aggiriamo per le vie di Palermo, è impossibile non accorgersi che quasi ogni vicolo o strada ospita almeno un posto dove si venda qualche leccornia del tutto particolare.
Che le danze abbiano inizio.
Cominciamo con un’icona: “u pani câ meusa” (milza, ma anche polmoni e trachea che non guastano) che va a farcire rigorosamente la vastedda….??? Che cos’è la vastedda? Il tipico panino tondo ricoperto di semi di sesamo, mi spiega Chiara; da qui il nome del chiosco di Nni Franco U’ Vastiddaru a Piazza della Marina, da dove comincia la passeggiata. Chiara mi racconta anche che la milza può essere servita in tre versioni: “schietta” ossia semplice, “maritata” con l’aggiunta di caciocavallo o ricotta, oppure “a stricasale” con sale e limone spremuto.
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?????????????????????????????Il Vastiddaru ha un’offerta non indifferente…così mi lascio rapire anche da un’arancina e un panino con panelle, crocchè e e rascatuni! Botta di vita! Questo è il panino adatto a chi ha problemi di colesterolo 😀
Dizionario.
Panelle = frittelle di farina di ceci
Crocchè = crocchette di patate il cui nome deriva dalla loro tipica forma allungata, detti anche cazzilli
Rascatuni = raschiatura di pasta di ceci (ossia delle panelle) e pasta di patate (ossia delle crocché) che viene recuperata alla fine della preparazione dei primi due, e mischiata con cipolla bianca.?????????????????????????????Torniamo sui nostri passi.
Nell’aria di Palermo si avverte una netta sensazione di mangereccio e di esotico. Qui ritrovo lo stesso approccio al cibo di strada che ho trovato nel sud est asiatico o anche in nord Africa, le migliori cucine non hanno mura, nè tetto.
Lo stomaco è già provato, ma quest’aria frizzantina fa venire l’acquolina!
Corso Vittorio Emanuele è la casa di un baracchino ambulante che vende lo sfincione, “u’ sfinciuni”, impossibile resistere alla pizza palermitana, soffice e alta, generalmente cotta in teglie. Pare che sia stato inventato dalle suore del monastero di San Vito a Palermo per sostituire il solito “pani schittu”, il pane senza niente.?????????????????????????????
mmm…il fumo e il profumo [eau de carbonell] si intercettano a metri e metri di distanza…siamo nel raggio di azione di uno spacciatore di “stigghiuola”! Di cosa parlo? Beh, niente meno che di budella – generalmente di agnello, magistralmente avvinghiati con la cipolla e qualche filo di prezzemolo e infilzati allo spiedo e poi cotti alla brace! Tiè! Sono alla corte del re della stigghiola “A Rarigghia Nne’ Tony” altrimenti conosciuto come la “Signora”, si trova in Piazza Olivella 23! Quando sono ben cotti lo stigghiularo li fa a dadini e poi li condisce con sale pepe e limone, ma si possono mangiare anche solo “a stricasale”.
?????????????????????????????Prendiamo fiato passeggiando e mi prendo qualche momento per scattare delle foto. La scusa per rifiatare…ma lo street food tour continua…
Vabbè, ma hai mangiato il salato e non provi il dolce?
Come resistere alla proposta di mangiare un cannolo farcito al momento al bar San Domenico nell’omonima e graziosissima piazza…inutile raccontarlo! Dopodichè, come se niente fosse, proseguiamo con una bella e lunga passeggiata fino al Teatro Massimo, e da lì arriviamo da Brioscià, dove mi concedo l’ennesimo peccato: un gelato con brioche! Ottimo! Ma con questo chiudo le danze!?????????????????????????????

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Dopo aver fatto il pieno di odori colori gusti e sensazioni lascio Chiara, ma è un arrivederci!
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Più tardi nella serata, succede che m’imbatta in uno dei più famosi venditori di pane con la milza di Palermo. Rocky Basile, che è sempre un piacere vederlo all’opera! E allora, altro giro altra corsa!!! [Di giorno, lo trovi al mercato della Vucciria, la sera in Corso Vittorio Emanuele]. Adesso ho davvero finito 🙂?????????????????????????????
[smARTinfo]
✓Se sei interessato ad un itinerario storico-culturale puoi contattare Chiara qui, oppure puoi seguirla via Facebook, sarà ben lieta di accompagnarti e guidarti alla scoperta delle bellezze storiche e culturali di Palermo e non solo.
✓Vorrei sottolineare un paio di cose su Palermo Street Food. I tour sono organizzati on demand e le passeggiate si possono personalizzare, ad esempio io non sono andata per Mercati, che segnalo nella mappa, perché già li conoscevo; insomma, si può scegliere un po’ cosa fare, ciò che si vuole mangiare, pagando al momento i prezzi praticati dai locali, e la spesa è davvero abbordabile, le pietanze vanno da 1€ a 5€.
✓Il tour con i ragazzi di Palermo Street Food è gratuito, salvo l’opportunità di offrire una donazione a fine giro, insomma un contributo affinché l’associazione possa investire nel proprio progetto. Invito caldamente a farlo 😉
✓Le coordinate per contattare i miei amici di Palermo Street Food: sito ► Facebook ► Twitter ► Pinterest
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Se vai a Palermo assolutamente non perderti questa esperienza, perché i ragazzi sono piacevoli e disponibili, sono dei cantastorie, ne sanno di ogni sulla loro città e sulla cultura enogastronomica e sapranno darti quel quid in più per scoprire le meraviglie della cucina palermitana! Loro si definiscono #foodsherpa…ho detto tutto!
P.s. Prima di lasciarti, condivido con te una sintetica, ma utile mappa dei miei spostamenti durante il tour.?????????????????????????????
Non riesco a sopportare quelli che non prendono seriamente il cibo [Oscar Wilde]
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5 pensieri su “Io mangio all’impiedi: alla scoperta dello street food a Palermo

  1. Pingback: Il borgo nella Grotta Mangiapane | smARTraveller

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