Villa Borghese, 80 ettari di charme

Vista Aerea su Villa Borghese, RomaIn una mattina di metà primavera, di corsa da una parte all’altra della città, il tempo si è fermato quando mi sono trovata a varcare l’ingresso di uno dei polmoni verdi della capitale, Villa Borghese. Questo luogo non necessita di troppe presentazioni. Famosissima tra i romani e conosciuta ai più per la sua bellezza, non c’è periodo migliore di quello primaverile per concedersi una bella passeggiata in questo parco!
Roma è una città che offre una lunga lista di ville e giardini, c’è sempre l’imbarazzo della scelta. Tutte sono autentici gioielli retaggio della grande cultura umanistica, di un’attenta ricerca architettonica e espressione dell’arte del paesaggio. Villa Borghese nonostante non sia la più estesa (viene dopo Villa Doria-Pamphili e Villa Ada) non smette di affascinare, forse perché racchiude in sé tante perle e tesori, forse perché situata nel cuore di Roma.Mappa Villa Borghese, Roma, smARTraveller blog
[Un po’ di storia] Qui, agli inizi del XVII secolo, il cardinale Scipione Borghese, dopo aver ampliato i suoi possedimenti con una serie di acquisizioni in quest’area, pensò bene di dar vita al più vasto giardino costruito a Roma dall’antichità. Nel 1606 affidò il progetto di costruire gli edifici agli architetti Flaminio Ponzio e al fiammingo Jan van Santen; gli architetti furono affiancati dal giardiniere Domenico Savini da Montelpulciano e da diversi altri artisti, tra cui Pietro e Gianlorenzo Bernini. La villa fu completata qualche anno dopo, nel 1633, e ha subito ritocchi e ampliamenti fino al XIX secolo. Nel 1901 fu acquistata dallo Stato italiano.
La visita di Villa Borghese richiede un bel po’ di tempo, e non solo se si vogliono vedere gli edifici al loro interno, ma proprio per l’estensione dell’area, gli itinerari possibili sono numerosi.
Via del Giardino Zoologico, Villa Borghese, smARTraveller blogTornando alla mia passeggiata, ho fatto il mio ingresso a Villa Borghese da un accesso secondario, venivo da via Gioacchino Rossini, che dai Parioli fa da trampolino verso Villa Borghese.
Passo davanti all’ingresso del Bioparco e prendo via dell’Uccelliera, dove ci si imbatte nel Casino della Meridiana, si chiama così perché su una facciata è dipinto un orologio solare, che dalla seconda metà del ‘600 erano molto popolari e trovavano collocazione naturale anche nei giardini. Sotto la cornice tra la meridiana e la finestra sottostante campeggia la scritta “Siderea non terram mente colenda docent” [ci insegnano che si devono considerare con la mente gli astri, non la terra]. A pochi metri invece si trova l’Uccelliera, riconoscibile per le due enormi gabbie a cupola, dove erano collocati uccelli rari e pregiati. I suoi prospetti presentano ricche decorazioni composte da stucchi, rilievi antichi, festoni, busti, motivi araldici dei Borghese.
Tra i due edifici sorgono i Giardini Segreti che erano adibiti, ai tempi di Cardinale Scipione Borghese, a piantagioni di fiori rari ed esotici, concepiti fin dall’inizio e mantenuti per tre secoli come un gioiello riservato, accessibile solo ai proprietari e agli ospiti. Oggi rimangono ancora un luogo poco conosciuto, sia perché chiusi al pubblico, se non per delle visiteuna tantum, organizzate per lo più da associazioni culturali, tutte con prenotazione obbligatoria.Uccelliera di Villa Borghese, RomaProseguendo si giunge al Museo e Galleria Borghese che conserva sculture, bassorilievi e mosaici, dipinti e sculture dal XV al XVIII secolo. Tra cui capolavori di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Raffaello, Tiziano, Correggio, Caravaggio e splendide sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova. È obbligatoria la prenotazione del biglietto ed il sito è chiuso il lunedì.
Torno sui miei passi lungo via dei Pupazzi e m’imbatto per la bella Fontana dei Cavalli Marini, che presenta un fiore al centro della vasca sostenuta da quattro cavalli marini, ovviamente. Fu disegnata da Cristoforo Unterberg e mentre l’esecuzione delle singole parti fu suddivisa tra vari artisti in particolare, i cavalli sono di Luigi Salimei, tranne che nelle code e nelle ali, scolpite da Antonio Isopi, che realizzò anche il sostegno centrale. La vasca è invece di Giovanni Antonio Bertè.Fontana dei Cavalli Marini, Villa Borghese, smARTraveller blogPoco più avanti la veduta si apre su un altro spazio importante di Villa Borghese, ma non adibito a giardino, che è Piazza di Siena, teatro di concorsi ippici e altre manifestazioni legate al mondo dei cavalli.
All’incrocio tra Viale della Casina di Raffaello e via dei Pupazzi, si può ammirare il delizioso tempietto di Diana, tutto in stile neoclassico, fatto costruire dal principe Marcantonio IV nel 1789 e attribuita a Mario Asprucci. Il tempietto, aveva originariamente al suo interno una statua della dea della caccia a cui deve il suo nome. Piazza di Siena, Villa Borghese
Tempietto Diana a Villa Borghese Roma - smARTraveller blog
Tempietto di Diana, Villa Borghese, smARTraveller blogAffacciata su Piazza di Siena, invece, si trova la Casina di Raffaello [casinadiraffaello.it] chiamata così erroneamente: in realtà, non vi è relazione con il celebre artista, legato, invece, ad un altro edificio che era situato nell’attuale Piazza di Siena, distrutto nel 1849, che era appunto denominato Casina di Raffaello per la presenza di affreschi della sua scuola. La Casina di Raffaello è una ludoteca, un luogo dedicato soprattutto ai bambini, che propone un bel programma di attività che va dai laboratori didattici, alle mostre ed altri eventi.
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Sulla sinistra del Tempio di Diana si scorge la Casa del Cinema [casadelcinema.it], luogo a me molto caro, in Largo Marcello Mastroianni. Qui si tengono proiezioni e rassegne cinematografiche all’interno delle tre sale di proiezione, le due sale espositive; d’estate degli eventi si tengono anche in un teatro all’aperto. Visto che si è fatta quasi ora di pranzo approfitto per una sosta al ristorante annesso, la Casina delle Rose, dove con 25€ si può mangiare a volontà con un ampio buffet di piatti caldi e freddi; è possibile anche ristorarsi velocemente presso la caffetteria. Caffè del Cinema, Villa Borghese
Di nuovo in cammino! Su viale Goethe faccio l’incontro del monumento dedicato allo scrittore tedesco, che in Viaggio in Italia scrisse delle bellissime pagine su Roma, e da lì lo sprint finale (Piazzale delle Canestre/viale delle Magnolie/piazza Bucarest) fino al bellissimo obelisco egizio, noto come obelisco Pinciano (ma in realtà sarebbe corretto chiamarlo obelisco di Antinoo, perché fu dedicato dall’imperatore Adriano al suo amico annegato nel Nilo nel 130 d.C.), da dove lasciarsi prendere dall’abbraccio di Roma, su Roma, affacciati dal belvedere per antonomasia di Villa Borghese: la terrazza del Pincio. Veduta dal Pincio, Villa Borghese, RomaChe altro aggiungere? Villa Borghese unisce lo splendore dei suoi giardini con l’eleganza dei suoi edifici, immersa nel verde lontano dal trantràn cittadino; ora che ti ho raccontato la mia passeggiata sono certa non avrai più dubbi su dove venire a rilassarti durante il tuo prossimo viaggio a Roma!
Non è nei vasti campi o nei grandi giardini che vedo giungere la primavera. È nei rari alberi di una piccola piazza della città. Lì il verde spicca come un dono ed è allegro come una dolce tristezza. [Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, 1982]

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