Cercavo la grande bellezza

Parco degli Acquedotti, La Grande BellezzaQuanti angoli di Roma sono descritti dalle guide e dai libri come «unici», «incantevoli», «irrinunciabili»? La Grande Bellezza porta sul grande schermo la gloria sbiadita, ma sempre favolosa di Roma, con un’ottima regia, una fotografia sensazionale, condite da personaggi eccentrici che passano ore spensierate nei luoghi più splendidi e a volte poco sconosciuti della capitale.
Armata di sano entusiasmo per la vittoria della statuetta, ho pensato di rivivere le atmosfere del film visitando alcuni dei luoghi della Roma immortalata da Sorrentino, così per mettere insieme i pezzi di un grande inno alla poesia che Roma non smette di trasmettere!
  • Il Cannone | Piazza Garibaldi (Gianicolo)
Eh sì, la Grande Bellezza apre col botto! Il cannone del Gianicolo, posto sul colle omonimo alla riva da destra del Tevere, spara a mezzogiorno la sua celebre cannonata a salve, ormai dal lontano 1° dicembre 1847 – usanza interrotta nel 1903 e ripristinata il 21 aprile 1959 in occasione del 2712° Anniversario della fondazione di Roma.  Curiosità: oggi a segnare il mezzogiorno dei romani è in uso un obice, risultato di un assemblaggio della bocca da fuoco da 105/22 su affusto di 88/27 impiegati durante il 2° conflitto mondiale. Durante la sequenza girata sulla terrazza del Gianicolo si scorge anche il monumento di Garibaldi  e la scritta “O Roma o Morte”, nonché i numerosi busti sparsi nei giardini, raffiguranti patrioti italiani e stranieri che durante il Risorgimento combatterono con le armi o con la parola per l’unificazione dell’Italia.
  • Fontanone | Via Garibaldi
La Fontana dell’Acqua Paola domina sovrana le scene inizali del film! L’enorme Fontana, per questo ribattezzata “Fontanone”, è arredo monumentale allo stato puro, contornata da statue allegoriche, colonne e capricci barocchi, più che una fontana sembra un arco del trionfo! Venne realizzata in 3 anni tra  il 1608 e il 1612, commissionata da papa Paolo V per celebrare la riapertura di un antico acquedotto. Le colonne che la sorreggono vengono dall’antica facciata della basilica di San Pietro, mentre gli altri blocchi dal Foro Romano. Sotto lo stemma papale col grifo e l’aquila c’è una targa che ricorda la derivazione dell’acqua dal lago di Bracciano. La vasca invece è del 1690, aggiunta da Carlo Fontana.
Benvenuti all’Aventino | via di Santa Sabina
  • Jep si concede una passeggiata solitaria mattutina all’Aventino. Perdersi nelle strade di questo silenzioso quartiere infonde già di per sé quella tranquillità, che presto fa dimenticare il traffico e il caos che invece c’è ai piedi del colle. Io consiglio sempre a tutti coloro che visitano Roma di trascorrere mezza giornata da queste parti. Nella passeggiata di Servillo è ben immortalata la Fontana del Mascherone che si trova all’ingresso dei Giardino degli Aranci su Piazza Pietro d’Illiria, opera dell’architetto e scultore Giacomo Della Porta, che rappresenta l’Oceano, incorniciato dentro una conchiglia. Il mascherone ha una storia fatta di traslochi, precedentemente era collocato in quella parte del Foro Romano detta Campo Vaccino, ad ornare un altro vascone di granito grigio che costituiva l’abbeveratoio per le mandrie di buoi che pascolavano liberamente nel Foro. Poi, nella prima metà dell’Ottocento la vasca fu trasferita prima a piazza del Quirinale, ad ornare la fontana dei Dioscuri, per poi finire sistemato, come fontana, nella zona dove poi sorse il porto Leonino, fin quando (nel 1897) fu smontato e trasferito nei depositi comunali fino al 1936 quando trovò la sua collocazione definitiva all’Aventino.
  • Il Giardino degli Aranci (Parco Savello) è un piccolo giardino rettangolare sull’Aventino, la cui attuale formazione fu realizzata nel 1932 dall’architetto Raffaele de Vico; è un luogo colorato dagli alberi di arance amare in ricordo di San Domenico, che qui fondò il convento. Il giardino affaccia su una terrazza da cui ammirare una bella vista sulla città, che spazia da Trastevere fino a Monte Mario, posando lo sguardo sull’Isola Tiberina e sulle più importanti cupole del centro storico Il giardino è aperto al pubblico gratuitamente dall’alba al tramonto. Ingresso su Piazza Pietro d’Illiria oppure su via di Santa Sabina.
  • Le immagini della pellicola, con le suore e le bambine di bianco vestite, ritraggono la Chiesa di Santa Sabina, le sue mura e i suoi corridoi. Santa Sabina è una delle più affascianti chiese di Roma, forse per la sua semplicità nonostante le dimensioni gigantesche, la basilica risale al 425-432 d.C. e fu eretta dove probabilmente la matrona romana Sabina fu martirizzata.  Gli scavi effettuati intorno alla basilica hanno rivelato anche resti del periodo arcaico e la fine dell’impero. L’interno è di gran lunga più sontuoso, a 3 navate, con 24 colonne,  alte vetrate aggiunte nell’XI secolo, dalle quali entra una bellissima luce; ovunque a terra vi sono lapidi sepolcrali, e c’è mosaico del V secolo che alle due estremità raffigura due matrone. Quella di destra sorregge il libro del Nuovo Testamento e sotto i suoi piedi reca l’iscrizione “Ecclesia ex gentibus”; quella di sinistra, invece, ha in mano il libro del Vecchio Testamento e un’iscrizione la personifica come “Ecclesia ex circumcisione”. La spiritualità del mosaico è chiara: le origini della Chiesa cristiana nascono dalla conversione dei pagani e degli Ebrei. Per approfondire qui.

  • Colosseo
L’Anfiteatro Flavio, simbolo di Roma, è immortalato in tutto il suo splendore all’ora del tramonto, mentre Jep si gode la sua amaca extralarge sulla terrazza del suo appartamento.Jep Gambardella sull'amaca
  • Parco degli Acquedotti | Via Lemonia, 256

Voglio Sapere Cosa È Una Vibrazione

La grande bellezza fa il verso anche all’intellettualismo ostentato, ai gusti artistici d’élite e le performance bizzarre come nella simpatica e surreale sequenza con Anita Kravos nel ruolo della performer artistica che si lancia correndo contro un muro, quello dell’Acquedotto Claudio. La performance è ambientata nel Parco degli Acquedotti parte del Parco regionale dell’Appia Antica. Il Parco si estende su 240 ettari ed è un’immensa oasi di pace, un luogo incantevole incastonato tra sette antichi acquedotti, tra i quali il Claudio e quello dell’acqua Marcia, ma non solo, perché nel Parco si possono visitare la Porta di San Sebastiano con il Museo delle Mura, le Tombe latine, la Villa di Massenzio con il Mausoleo di Romolo, il Castello dei Caetani, le catacombe ebraiche e diversi altri monumenti. Il Parco è situato nel sud-est di Roma, delimitato da via Capannelle, via Appia Nuova, via Lemonia e via del Quadraro. Il modo più semplice per raggiungere il Parco degli Acquedotti è attraverso uno dei vari accessi lungo via Lemonia, parallela di via Tuscolana verso sud-est. Via Lemonia si raggiunge con la linea Metro A dalle fermate Lucio Sestio, Giulio Agricola o Subaugusta. Parco degli Acqudotti - Grande Bellezza
  • Palazzo Pamphilj | Piazza Navona

– Abito lì! – Ma tu che lavoro fai? – Io sono ricca!

Così recita Isabella Ferrari (Orietta) durante la passeggiata notturna per Piazza Navona, un luogo magico che insieme alla Fontana del Bernini non ha bisogno di presentazioni. Piuttosto spenderei due parole su Palazzo Pamphilj: nel film, il palazzo è la location della notte del Gambardella con Orietta. II palazzo è il più grande edificio di piazza Navona e si trova all’estremità meridionale; appartiene alla famiglia Doria Pamphilj, la dinastia risultato dell’unione di due ceppi, i Pamphilj romani e i Doria di Genova. Questa dinastia ebbe il massimo splendore durante il papato di Innocenzo X, che faceva parte della famiglia, il quale fece costruire per sé proprio Palazzo Pamphilj (nonché la famosissima Villa Pamphilj, col parco più vasto di Roma). Il Palazzo risale a metà del XV secolo, ma l’attuale aspetto è dovuto ai lavori fatti dalla famiglia Doria Pamphilj. Il Palazzo oggi ospita l’Ambasciata del Brasile. Si può accedere all’interno solo con una visita privata organizzata saltuariamente di martedì, controllare questa pagina dell’Ambasciata le giornate disponibili. 
  • Chiesa di Sant’Agnese in Agone | Piazza Navona
La chiesa barocca di Sant’Agnese sorge dove era una cappella medievale, sulla quale nel 1652 gli architetti Rainaldi iniziarono la costruzione dell’attuale chiesa, commissionata da Innocenzo X; i lavori poi furono proseguiti dal Borromini ed infine tornarono ai Rainaldi. Se vuoi conoscere le vicissitudini e la storia della Chiesa dai un occchio qui. E’ possibile visitare Sant’Agnese tutti i giorni, tranne il lunedì, ma ricorda che è chiusa nell’orario del pranzo. Curiosità: negli attuali sotterranei si nascondono un oratorio medievale ed alcune rovine dell’antico Stadio di Domiziano; inoltre, si  dice che la Statua di Sant’Agnese, collocata sulla facciata, sia lì a rassicurare la Fontana dei Quattro Fiumi circa la stabilità della chiesa.
Sant'Agnese in Agone
Sant'Agnese in Agone, interno cupola
  • Lungotevere dei Vallati

Non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo essere il re!

Jep è un instancabile camminatore, un vero trekker urbano, ma da bravo dandy si gode ogni location nelle ore migliori della giornata. Così la passeggiata lungo gli argini del Tevere, tra Ponte Sisto e Ponte Garibaldi, ha luogo di mattina prestissimo!
  • Chiesa di San Pietro in Montorio | Piazza di San Pietro in Montorio, 2
Si torna sul Gianicolo, dove si erge la Chiesa di San Pietro in Montorio [qui è ambientata la scena della bimba smarrita] con i suoi spiragli segreti, i suoi giochi d’architettura. Questa chiesa merita di essere in vetta: al suo interno ci sono affreschi e la cappella del Bernini [la seconda a sinistra] e nel cortile esterno il Tempietto del Bramante, il padre del cosiddetto Rinascimento Romano – lo stesso del Chiostro in via Arco della Pace. Il Tempietto è davvero una miniatura fenomenale. 
  • Via Veneto
La via romana dello sfarzo e della bella vita è rappresentata in una versione agli antipodi rispetto allo stereotipo Felliniano: fredda, anonima e sgombra, se non animata da qualche turista. Ci sono dei giapponesi che escono da un hotel, una coppia di arabi che cenano in un ristorante…e Jep che si infila in un night club dove incontrerà Ramona (Sabrina Ferilli).
Via Veneto
  • Villa del Gran Priorato di Roma | Piazza dei Cavalieri di Malta
Jep è in compagnia di Ramona e di Stefano (Giorgio Pasotti) custode di molti palazzi nobili di Roma, e insieme sono nella tranquillissima piazza del Priorato dei Cavalieri di Malta [L’ordine dei cavalieri di Malta fu fondato a Rodi nel XII secolo, e successivamente la sede venne spostata a Malta per assistere i pellegrini in marcia verso la terra santa]. Questa piazza settecentesca, avvolta nell’architettura del Piranesi, incisore delle rovine romane, ospita la Villa del Priorato di Malta posta a picco sull’Emporio del Tevere. Il Priorato è chiuso al pubblico, ma offre uno scorcio di grande interesse. Basta accostarsi al portone del civico n°3 e guardare nel foro del chiavistello…troverai inquadrata la Cupola di San Pietro in lontananza, avvolta da piante di alloro. La villa e gli esotici giardini si possono visitare con tour guidati. In uno degli angoli del giardino rimane un pozzo costruito dai Templari, unica testimonianza del loro passaggio. Nello stesso complesso si trova la Chiesa di Santa Maria del Priorato che Piranesi trasformò da chiesa medioevale, in un tempio neoclassico. All’interno, si possono ammirare il trono del Gran Maestro, circondato dagli stalli dei cavalieri, ornati dei loro stemmi e dei loro emblemi, e il sepolcro dello stesso Piranesi. Per le visite guidate, devi cercare su Internet le associazioni culturali che si occupano di organizzarne, oppure chiamare i numeri 06 67581289 / 06 67581270 o scrivendo a info@orderofmalta.int per prenotare un accesso (costo: offerta libera).
Villa priorato cavalieri di malta, giardini
  •  Palazzo Spada | Piazza Capo di Ferro, 13

Sembrava enorme, invece, è piccola piccola

Siamo a Palazzo Spada – uno dei più bei Palazzi di Roma di cui racconto in un intero blogpost – e qui Ramona (Sabrina Ferilli) ci ricorda l’effetto ottico creato dal genio di Borromini e la galleria prospettica. Palazzo Spada sorge nei pressi di  Campo de’ Fiori, e nella sua corte interna custodisce un capolavoro, un trompe-l’oeil architettonico. La galleria di circa 9 metri risulta molto più lunga (37 metri) grazie al gioco di piani e convergenze. Un’illusione che Borromini realizzò con la consulenza di un matematico. In sostanza il pavimento in salita, la lunga volta a botte che si abbassa, le colonne sui due lati si che si infittiscono verso il punto terminale creano l’illusione. In fondo al colonnato si trova un piccolissimo giardino, dove si erge una statua, apparentemente ad altezza naturale ma che invece è alta solo 60 cm!!! Goduta l’illusione prospettica, vale la pena continuare la visita all’interno delle sale della Galleria Spada dove è possibile ammirare la collezione comprendente dipinti, sculture antiche, arredi e mobili d’epocae dipinti, tra cui Tiziano, Guercino e Rubens! Palazzo Spada è stato acquistato, con tutti gli arredi e la galleria, dallo Stato nel 1927 e oggi sede del Consiglio di Stato. Palazzo Spada è aperto dal lunedì alla domenica (chiuso il martedì) con orario 8.30 – 19.30, al costo di 5€.Palazzo Spada
  • Salone delle fontane | Via Ciro Il Grande

Una buona recita è tale quando scevra da qualsiasi ridondanza

Nel marmoreo salone è allestita la boutique dove la Ferilli sceglie insieme a Servillo l’abito per il funerale e Jep recita la sua “filosofia del funerale” seduto su un pezzo unico di marmo. Questo luogo è nel Salone delle Fontane all’EUR, ma ATTENZIONE! Non c’è un negozio al suo interno. Il Salone è un’area dove è possibile organizzare convention, meeting, esposizioni, sfilate, presentazioni e concorsi. L’edificio ha un ingresso scenografico arricchito da fontane decorate con mosaici, scalinate di granito, colonnato e giardinetti, che introduce a quest’opera di architettura monumentale ideata dall’architetto Gaetano Minnucci agli inizi degli anni ’40 in occasione dell’Esposizione Universale prevista per il 1942. Si arriva in Metro linea B, fermata EUR Magliana. Salone delle Fontane
  • Chiesa di SS. Domenico e Sisto | Largo Angelicum
Il funerale di Andrea, figlio di Viola, si tiene presso questa interessante chiesa barocca, che si trova in Largo Angelicum sul Quirinale. E’ scenograficamente posta alla sommità di una scalinata a due rampe che abbracciano un terrazzino affacciato sull’ingresso. Fu costruita sull’area di una chiesa precedente dell’XI secolo, i lavori iniziarono nel 1575. L’interno è a navata unica con volta a botte splendidamente affrescata nella quale ricorrono festoni floreali. Ai lati della navata non ci sono vere e proprie cappelle ma altari appena arretrati e decorati con marmi pregiati, colonne, capitelli, opere pittoriche e sculture. Il Bernini disegnò l’altare maggiore, la prima cappella del lato sud, l’altare di quest’ultima e un gruppo di sculture.
Chiesa SS Domenico e Sisto
  • Palazzo Sacchetti | via Giulia
Nei saloni sfarzosi di Palazzo Sacchetti, uno dei palazzi più importanti del Rinascimento, abita Viola, l’amica snob e nevrotica con un figlio pieno di problemi. Questa location ritorna in più scene del film. Quella che ho preferito racconta Andrea, il figlio di Viola, che nudo e dipinto di rosso, appare alla fine di un lungo corridoio e rivolgendosi alla madre dice: “Mamma quando ti vedo arrossisco”. Palazzo Sacchetti si trova nel rione Ponte, lungo via Giulia, oggi famosa per la vivace atmosfera, le gallerie d’arte ed i negozi d’antiquariato che sorgono lungo di essa. Ma questa strada rievoca i momenti più gloriosi e espressivi della storia della città, in particolare i tempi in cui l’influenza del papato e della Città del Vaticano era al culmine. Questa zona per un periodo si trasformò nel quartier generale dei notabili fiorentini a Roma. E difatti anche l’architetto che la progettò e realizzò, Antonino da Sangallo il Giovane, era uno degli artisti più cari alle famiglie toscane. L’edificio è della metà del XVI secolo e l’intento di Antonino era di farne il “palazzo perfetto” per sé e la sua famiglia. Eh sì perché era la sua residenza, come indica l’iscrizione posta a sinistra del balcone che riporta “Domus Antonii Sangalli Architecti – MDXLIII”. Il Palazzo passò in mano a diverse famiglie, finché nel 1648 gli Acquaviva vendettero il palazzo ai marchesi Sacchetti provenienti da Firenze, che ancora lo possiedono. Il palazzo ospita alcuni dei cicli più espressivi del manierismo, con opere di Pietro da Cortona, Jacopino del Conte e Francesco Salviati, a cui si devono gli affreschi del salone dei Mappamondi con scene della vita di re David, uno dei più splendidi cicli del manierismo romano. Oggi, il palazzo è una delle pochissime residenze nobiliari romane ancora abitate dalla famiglia, e non è aperto al pubblico. Si può visitare durante apertura straordinarie o visite su richiesta, che vanno prenotate o attraverso associazioni culturali (per questo si deve sempre monitorare in giro per il web) oppure se si è in gruppo si può fare richiesta autonomamente.

La Grande Bellezza, Palazzo Sacchetti, Roma

  • Terme di Caracalla | Viale delle Terme di Caracalla

Allora perchè non fai sparire me?

Che dire della giraffa alle Terme di Caracalla? Tra le sequenze più Felliniane. Jep è solo di notte all’interno delle Terme di Caracalla illuminate a giorno. Qui incontra Arturo, un amico prestigiatore che sta provando a far sparire una giraffa. Questo sito è uno dei più grandi e meglio conservati complessi termali dell’antichità, per il cui approvvigionamento idrico fu creato un ramo speciale dell’acquedotto dell’Acqua Marcia, l’Acqua Antoniniana. Queste non erano solo il grande bagno pubblico di Roma, ma rappresentavano anche una fonte di svago molto importante. Era possibile incontrarsi, distendersi, discutere in un ambiente molto confortevole e rilassante. La curiosità era che nessuno nuotava. Aperte tutti i giorni dalle 9.00 fino ad un’ora prima del tramonto; prezzi: 6 euro (3 euro ridotto), gratuito la prima domenica del mese. Si raggiunge in Metro Linea B fermata Circo Massimo. Terme di Caracalla
  • Villa Medici | Viale Trinità dei Monti, 1
Qui tra i giardini di Villa Medici si coglie forse una delle emozioni più vere di Jep, quando di fronte ad un’istallazione di arte contemporanea, prende coscienza del tempo che fugge; tema sottolineato dalle tante foto scattate da un artista a se stesso, una per ogni giorno di vita. Villa Medici – di cui ti ho raccontato approfonditamente in un post che puoi leggere qui – con i suoi fantastici giardini è situata sulla collina del Pincio affianco Trinità dei Monti. Si deve questa splendida villa al cardinale dal cardinale Giovanni Ricci; da lui l’acquistò nel 1576 Ferdinando de’ Medici, che l’ampliò e la dotò della galleria di statue e opere d’arte. Dopo alcuni eventi storici la villa nel 1801 passò di proprietà al Principe di Parma, che poi nel 1803 fu costretto a cederla alla Francia. Nonostante le vicende legate ai vari possedimenti, la Villa conservò nel corso del tempo il suo magnifico splendore. Ora Villa Medici è sede dell’Accademia di Francia. Le visite guidate degli appartamenti e giardini si tengono dal martedì alla domenica (lunedì chiuso); costo del biglietto 12 € [intero] e 6 € [ridotto], altre info le trovi sul sito ufficiale. Si raggiunge in Metro linea A fermata Spagna.Villa Medici II
  •  Palazzo Taverna | via di Monte Giordano 36
I protagonisti cercano l’anziana suora, detta “La Santa” tra portici e giardini di Palazzo Taverna degli Orsini, sulla collinetta detta Monte Giordano nel cuore di Roma, tra Piazza Navona e Castel S. Angelo. L’edificio fu eretto nel secolo XV sulle rovine della fortezza di Giordano Orsini, da dove gli Orsini dominavano la zona fino alla riva del Tevere. L’interno del palazzo non è aperto al pubblico, ma previa autorizzazione se ne può visitare il pittoresco cortile, che fornisce un’idea abbastanza chiara del vasto complesso edilizio. Nel cortile è situata un’elegante fontana di Antonio Casoni del 1615.Palazzo Taverna
Roma raccontata dal cinema non è una novità. Ma ne La Grande Bellezza ho visto una Roma diversa, non solo grazie alla fotografia di Bigazzi, ma anche perché si è scelto di immortalarla in momenti precisi: alba, tramonto, notte, cioè quando è deserta ed eterea, libera dagli occhi di chi la vive o la visita.
Te sai ancora sorprenderti davanti a certi luoghi così incantevoli? Conoscevi tutti le location teatro de La Grande Bellezza?
Viaggiare è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione [Louis-Ferdinand Céline]
© www.smartraveller.it
Ti piace ciò che hai letto? Follow “smARTraveller” and always be in the know
twitterfacebookPinterestinstagram

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Annunci

4 pensieri su “Cercavo la grande bellezza

  1. Pingback: Il Colosseo Quadrato come non l’avevo mai visto | smARTraveller ✈

  2. Pingback: Quel pomeriggio a Palazzo Braschi | smARTraveller

  3. Pingback: Il Colosseo Quadrato come non l’avevo mai visto | smARTraveller

  4. Pingback: Gianicolando | smARTraveller

Se ti va di lasciare un tuo pensiero, puoi farlo qui sotto ▼ Please Feel Free To Leave Your Comments Below

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...