Civita di Bagnoregio. Il borgo sospeso a mezz’aria

Civita di Bagnoregio Ph. smartraveller blogAl confine tra Lazio e Umbria c’è un’antichissima cittadina, un borgo da fiaba, arroccato su un cucuzzolo di pietra tufacea a 443 metri s.l.m., stretto da due fossati, il Rio Torbido e il Rio Chiaro, e abbracciato dalla suggestiva vallata di calanchi, creste argillose degradate, e sullo sfondo la catena dei monti azzurri dell’Umbria…uno dei paesaggi più straordinari e unici d’Italia, l’ideale da visitare per una giornata fuori porta o ancora meglio per un weekend alla scoperta delle bellezze del nord del Lazio.Siamo a Civita di Bagnoregio, il luogo denominato dallo scrittore e saggista Bonaventura Tecchi, figlio di questa terra (Antica terra, edizioni dell’albero, 1967) “il paese che muore”.
[La visita] Al tuo arrivo alle pendici di Civita sarai avvolto/a nel suo magico abbraccio e isolamento. Il borgo è collegato al resto del mondo da un lungo (quanto orribile, ahimè) ponte pedonale a strapiombo sulla valle sottostante. Chiunque si fermi ad ammirarla da lontano, con le case arroccate sulla cima dello sperone, non può non pensare alle parole del Bonaventura e al destino già scritto della città. Attraversando quel ponte, ho provato un devoto rispetto misto a curiosità per ciò che avrei osservato una volta approdata sull’altro lato.
Prima di attraversare il ponte nei pressi del Belvedere di San Francesco Vecchio si può visitare la celeberrima grotta di San Bonaventura, un antichissima tomba etrusca molto suggestiva. Scendendo verso le abitazioni di contrada Mercatello si può godere forse della vista più suggestiva della “città che muore”, soprattutto in giornate molto umide, quando pare che essa sia sorretta dalle nuvole.
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IMG_6479Per oltrepassare il ponte che divide Civita dal terreno meno impervio, c’è un biglietto da pagare (1,5€), l’iniziativa del biglietto è stata molto contestata nei mesi scorsi, dopo la sua introduzione dal maggio 2013; il fine dovrebbe fa parte dell’ampio progetto di valorizzazione turistica dell’area, che richiede interventi di manutenzione sempre più gravosi. La visita del borgo pùò anche essere guidata al costo di 3,50€ a persona, basta chiedere in biglietteria.
La Porta di Santa Maria segna l’accesso al borgo, sulle pareti sono incise delle croci, ricordo della croce del Golgota a Gerusalemme, da attribuire a pellegrini di ritorno dalla Terra Santa o a Templari. Ai lati della porta si trovano, invece, due bassorilievi con un leone che tiene una testa umana tra gli artigli, posti a ricordo della vittoriosa rivolta popolare degli abitanti di Civita contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi del 1457.
Entrando nel centro abitato non si può non apprezzare la classica struttura urbanistica etrusca, che indiscutibilmente ha segnato la formazione degli edifici; diversa, invece, è l’architettura degli stessi, che hanno subito l’influenza medievale e rinascimentale. Molte costruzioni sono fatiscenti e si trovano in stato di abbandono, altre, invece, ristrutturate rallegrano le vie con i loro colori.
Piazza San Donato è il cuore di Civita. Il Campo è dominato dalla chiesa di San Donato di origine romanica ma rimaneggiata nel XVI secolo. L’interno è costituito da tre navate e da grandi colonne di granito. Al suo interno sono custoditi un affresco attribuito alla scuola del Perugino e un crocefisso ligneo quattrocentesco della scuola di Donatello. In questa piazza, ogni anno, la prima domenica di giugno e la seconda di settembre si tiene il Palio della Tonna (espressione dialettale per indicare la forma della piazza, appunto, tonda) la cui particolarità consiste nella sfida tra contrade al dorso di agguerritissimi asini: divertente per lo spettatore e avvincente per ciascun fantino. Al vincitore viene dato un “Palio” che consta in un drappo dipinto da un artista locale. Oltre a questa manifestazione, è da segnalare il caratteristico presepe vivente che si tiene da Dicembre fino all’Epifania. La cornice naturale delle vie di Civita di Bagnoregio si presta perfettamente ad accogliere questa suggestiva manifestazione.  Da segnalare, tra gli altri eventi che mantengono vivo lo spirito del paese, anche la rassegna estiva Civit’arte, un festival nazionale di teatro, arte, musica e intrattenimento.IMG_6504
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Sempre in piazza San Donato, a sinistra del campanile, vi è un passaggio coperto da un’arcata che fiancheggia l’edificio delle carceri medievali. Da questo passaggio si accede alla piazza dell’Episcopio, mentre dal lato meridionale di piazza San Donato parte la via Madonna della Maestà, una volta al termine di questa strada era situata la Porta della Maestà, crollata nel 1695 insieme alla chiesa di Santa Maria della Maestà, dalla quale partiva una stradina che scendeva fino alle fonti di Civita, in particolare alla fonte delle Colonne e alla zona chiamata dell’Uncino, dove a quanto pare vi erano antiche fonti termali dalle quali derivò il nome Balneum Regis.IMG_6487
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Tra le case civitesi – tipici esemplari di architettura viterbese medievale dotati di balconcini e scalette esterne – si trovano i palazzi rinascimentali dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni. Meravigliosi i vicoletti, con i loro archetti, le piccole piazze e i cortili in cui sorgono gli edifici ornati da bifore, profferli e portali in peperino. Spesso, al loro interno, si trovano suggestive botteghe di artigianato in cui entrare a curiosare per osservare i luoghi e gli attrezzi dei mestieri del passato.
Altri luoghi d’interesse sono il Palazzo Vescovile, un frantoio risalente al ’500, in funzione fino agli anni ’50 e la casa natale di San Bonaventura, oltre all’interessante Museo Geologico e delle Frane con sede nel palazzo Alemanni-Mazzocchi di fine XVI secolo su piazza San Donato. Il museo offre un percorso incentrato sulla storia di Civita in rapporto al fenomeno carsico che ha determinato le vicende costruttive del paese. Il museo ha attivo al suo interno un centro di studio e ricerca scientifica sulla situazione del degrado geologico della rupe su cui ha sede Civita, ed elabora progetti di stabilizzazione e messa in sicurezza del territorio. Ingresso: 3€.
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IMG_6509A Civita non ci sono automobili (il necessario per le poche attività commerciali presenti sono trasportate in paese da ciclomotori e/o Apette), ci sono una cinquantina di case e neanche sei residenti effettivi. Il posto ideale per rifuggire dal caos cittadino, ed in ogni caso un posto da vedere perché unico, un posto dove tornerei e porterei gli amici, per trascorrere una giornata a passeggiare, scattare fotografie e visitare le graziose botteghe di artigianato locale, le rivendite di vino e olio di produzione locale.
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Dopo la meritata visita, mi sento di consigliare una sosta gastronomica in un luogo davvero delizioso, il Forno di Agnese. La sala interna è assolutamente in linea col contesto, mura in pietra e soffitto ligneo, arredamento sobrio e rustico, ottima cucina locale e ambiente familiare e accogliente.
A Dicembre durante il periodo natalizio si tiene ogni anno un Presepe vivente molto caratteristico tra le vie del Borgo. Maggiori info sul sito del Comune di Bagnoregio.
Come arrivare. Civita è a 30 km da Viterbo, a 110 km a nord di Roma, a circa 1 Km dal centro di Bagnoregio, da dove bisogna passare per arrivare al borgo, solo a piedi, parcheggiando a poche centinaia di metri (2€ la prima ora, poi 1€ all’ora, altrimenti l’intera giornata 6€). Per raggiungere Bagnoregio da nord: A1 direzione Roma, Uscita Orvieto. Poi, proseguire per Viterbo/Bagnoregio. Da Firenze a Bagnoregio i tempi di percorrenza sono di circa 2 ore. Da sud: A1 direzione Firenze, Uscita Orvieto. Poi, proseguire sulla statale (da Roma a Bagnoregio sono 1h45minuti). Da Roma, l’alternativa è anche prendere la Cassia Bis fino a Monterosi, da dove proseguire per la Cassia Cimina fino Viterbo, ed infine la Strada Teverina fino a Bagnoregio.
Perché non provare lo stupore di raggiungere un posto incantato senza aver bisogno della macchina del tempo?
L’incanto della novità, cadendo a poco a poco come una veste, mette a nudo l’eterna monotonia della passione che non cambia mai forma, non cambia mai linguaggio [Gustave Flaubert, Madame Bovary]

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3 pensieri su “Civita di Bagnoregio. Il borgo sospeso a mezz’aria

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