Sei Forte Sofia!

Veduta su Verona, Forte Sofia smARTravellerC’è un momento quando si viaggia in cui si avverte di aver varcato il confine, di essere dentro qualcosa di diverso, sorprendente, emozionante. È quello l’attimo in cui si decide se rimanere nella zona di comfort oppure abbandonarsi e partire alla conquista di qualcosa di non ancora conosciuto.
Non voglio risultare boriosa, ma sto per portarti in un luogo, tutto italiano, di cui molto probabilmente non hai mai sentito: solo pochi appassionati o intenditori o anche locali (ma non è detto) ne sanno qualcosa. Per dirla tutta, non è solo merito mio: la fortuna, che solitamente premia gli audaci – e i curiosi incurabili – stavolta mi ha ricompensata.
Mi trovavo su Ponte della Vittoria ad ammirare da un lato Castelvecchio e il ponte Scaligero e, dall’altra, lo sfondo collinare (nella foto sotto) di toscana reminiscenza. Sono sulle rive del sinuosissimo Adige, a Verona, capoluogo segnato da un passato denso e sempre presente, una cittadina di epoca #romanamedioevalescaligeravenezianaaustriaca, nientemeno. Mi sento (proprio) fortunata, come direbbe google. Nel compiacermi di questa visuale, non posso non notare là in alto, tra i cipressi, un Forte (altro non è che il santuario di Lourdes), e, in generale, il sistema di fortificazioni collinare…è l’attimo in cui mi si accende la lampadina, subito immagino la vista di cui poter godere da lassù! S’ha da fare. [Quando mi metto una cosa in testa…]ponte vittoriaTorno alla macchina e con l’aiuto dello smartphone e della mappa, cerco di individuare la destinazione da impostare sul navigatore. Presto fatto, mi dirigo a nord. Passo per quartieri periferici, fino a raggiungere una strada ciottolosissima chiamata Lasagna che si inerpica per il colle San Leonardo. Sto andando nella giusta direzione.Lasagna, VeronaCome la storia vuole, c’è un contrattempo…forse non ho inserito l’indirizzo giusto, forse questo luogo non è accessibile, forse, forse, forse…eppure so di esserci vicina…fatto sta che improvvisamente mi trovo in un vicolo cieco e stretto, manovra di inversione impossibile, mi tocca tornare in retromarcia. Questo è uno di quei momenti in cui speri solo di incontrare qualcuno (del posto), et voilà! “Scusate! Ma la strada è chiusa? Come posso arrivare a…”. Vengo interrotta. “Non siamo di qui” [Argh!] …Dove sono?!?!?!
Mi appello in fretta ai motori di ricerca per accertarmi che il forte che sto cercando sia aperto o meno al pubblico, e dove sia l’ingresso – sono sospesa. Non so se mollare la presa o continuare a cercare.
***
Non mi do per vinta. Il sesto senso mi dice di tornare indietro. Faccio 200 metri ed al bivio, cambio direzione. Altri 500 metri e mi trovo all’ingresso di un centro educativo riabilitativo…mmm…okay sono in collina, ma non c’è ombra di punti panoramici. Uff.
Lascio la macchina e proseguo a piedi. Torno qualche passo indietro, alzo lo sguardo sulla mia sinistra e scorgo tra rovi e arrampicanti, un forte, ma un forte apparentemente deserto. Faccio ancora qualche metro, e adocchio il cancello di ingresso arrugginito e malandato, ma semiaperto. Penso: “Okay, ecco il rifugio di chi non ha più nulla da perdere”. In quell’esatto istante, da quel cancello arrugginito e malandato esce un ragazzo. Mi rivolgo a lui: “Scusa, ma non è abbandonato?!?!?” Lui risponde: “No, è aperto, lo stanno ripulendo. Se entri, c’è una ragazza che sarà ben lieta di accoglierti”.
esterni
Non era quello che cercavo, era molto di più.
Ho sentito che sarebbe stata una domenica foriera di sorprese positive. Senza esitare, varco il famoso confine, la soglia del cancello. Cosa mi attenderà? L’eccitazione sale.
Incontro una ragazza armata di sorriso ed entusiasmo, alla quale spiego come ero finita lì e in un attimo mi trovo immersa nella storia.  E’ la storia di Forte Sofia.
Cenni storici. La zona di Verona e provincia nell’ottocento asburgico era il cardine del sistema difensivo-offensivo conosciuto come il Quadrilatero. Forte Sofia è nato per volontà del Maresciallo Radetzky e fu uno dei primi forti austriaci a essere dedicato a una personalità della Casa d’Asburgo. Sofia era, infatti, Sofia d’Asburgo, la madre di Francesco Giuseppe.
Sulle colline a nord di Verona, le cosiddette Torricelle [che prendono nome proprio dalle caratteristiche fortificazioni asburgiche] avevano il compito di rendere sicura Verona da possibili accerchiamenti a nord. Fa parte di questo gruppo il Forte Sofia, insieme a San Leonardo, San Mattia e le quattro Torri Massimiliane. Questi furono tra i primi forti esterni alla cinta bastionata costruiti a Verona, antecedenti alla guerra del 1848-49 che darà origine alla cosiddetta Prima Cerchia. Il Sofia fu completato nel 1838, come ricorda una lapide in numeri romani sulla torre, su progetto di Franz von Scholl, massimo esponente della scuola fortificatoria austriaca. Alla fine dell’800 come altri forti simili venne declassato da opera di combattimento, diventando colombaia militare, centro di addestramento da parte del Genio dei piccioni viaggiatori, usati per le comunicazioni nel Regio esercito. Dopodiché, per alcuni decenni è stato in uso al Corpo Forestale dello Stato. Il forte è rimasto ed è attualmente del demanio statale, anche se a più riprese negli ultimi dieci anni si è paventata la privatizzazione. Pur essendo ben conservato, il Forte Sofia si trovava fino a poche settimane fa in uno stato di totale abbandono, che lo esponeva al rischio di degrado e di insediamenti vari.
E, invece, oggi c’è una nuova vita per il Forte Sofia.
Serena, che mi aperto le porte del Sofia, e altri amici/volontari [Laura Ferro, Chiara Morti, Silvia Bevilacqua, Davide Fumaneri, e, appunto, Serena Festini], che amano la loro terra, la storia, la cultura e la memoria, e intendono far rivivere questo luogo magico ed aprirlo al pubblico.
Mi sento privilegiata, perché in un tardo e caldo pomeriggio autunnale, con una luce bellissima ed il sole che cala sulla città, cavalcando la curiosità, sono riuscita a visitare questo posto, che mi ha fatto sentire esploratrice per un pomeriggio. C’è tanto lavoro da fare ancora, i ragazzi e il Forte Sofia sono all’inizio di questa avventura.
Quanto al Forte, non posso descriverlo a parole, vorrei farlo con le foto che ho potuto scattare, ma non è comunque abbastanza. Scala Interna, Forte Sofia, Verona
scala
Dettaglio fuciliere, Forte Sofia, Verona
Dettagli, Forte Sofia, Verona
Dettagli, Forte Sofia, Verona
Interno, Forte Sofia, Verona
Panorama sull'Adige, Forte Sofia, Verona
Ma non dimenticare, che se sei qui a Verona, anche solo per un weekend o per un giorno, dovresti proprio salire in collina e inserire nel tuo itinerario una tappa al Forte Sofia.
Quella domenica cercavo un punto panoramico da cui osservare Verona, e miravo a raggiungere sì un forte,  comunque un luogo conosciuto, visitato e vissuto sede del santuario di LourdesE, invece, ho trovato Forte Sofia [Via Monte Novegno, 37126 Verona], trasandato e con qualche acciacco, ma allo stesso tempo un luogo dalla grinta e dal carattere tenace, che mi ha fatto innamorare e fin da subito apprezzare il suo fascino e la sua bellezza, ancora sopita. Il Forte sta muovendo i suoi primi passi ed è all’inizio di un processo di recupero, ma presto avrà tanto da dire! Segnalo nel tuo taccuino.
[AGGIORNAMENTO Ottobre 2014]
E’ un anno che Forte Sofia grazie al grande sforzo, impegno e tanto tanto entusiasmo dei ragazzi dell’associazione, è stato prima ripulito e liberato da piante, arbusti ed erbacce, quindi sistemato e rivalorizzato attraverso numerose iniziative culturali. Ma il percorso di Forte Sofia non finisce qui: ora l’obiettivo è di trasformarlo in un ostello, attraverso un progetto sostenibile, in fase di studio, che lo valorizzi ulteriormente. Insomma, continuiamo a seguire l’Associazione Forte Sofia e non dimenticare di passare a visitarlo se sei a Verona!
Anche a te piace farti trasportare dall’istinto quando viaggi? Ti è capitato di lasciarti incantare da luoghi inaspettati, che si sono rivelati preziosi e ti hanno lasciato un ricordo dal sapore più dolce?
Perché non lo racconti o indichi il luogo in un commento!
Si dovrebbe vivere se non altro per soddisfare la propria curiosità [Dylan Dog]
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2 pensieri su “Sei Forte Sofia!

  1. Interessantissimo.
    A dispetto della fama di città austera, Verona e’ bellissima ed accogliete, inoltre racchiude tesori, come tu testimoni, ancora da scoprire. Non vorrei apparire di parte, dato il mio cognome, ma ritengo che Verona possa essere considerata un perla, al pari di altre magnificenze italiane.
    Penso che visiterò questo blog regolarmente, perché sono curioso ed anche viaggiatore incallito …
    Un sorriso
    Giancarlo

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    • Ciao Giancarlo! Grazie per aver apprezzato! il nostro Paese è un pozzo fatto di tanti tesori, che in molti davvero ignorano. Dovremmo “sforzarci” di conoscere ed apprezzare prima i nostri territori, sebbene suoni meno “esotico” che recarsi in luoghi lontani. Un sorriso a te!

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