Un giorno nell’altra Rimini

24 ore a RiminiUn ponte di duemila anni, un arco del trionfo, un anfiteatro, una domus…non siamo a Roma, ma ad Ariminum, Rimini. Ma non la solita Rimini, quella estiva e vacanziera, la mecca per antonomasia del divertimento, tutta mare e discoteche, ma la Rimini che non ti aspetti e che ha in serbo tante sorprese, oltre i sentieri comunemente battuti. Solo facendo visita e conoscendo questa faccia di Rimini e i suoi luoghi imperdibili, puoi dire di aver vissuto fino in fondo lo spirito della vivace e sorprendente capitale della riviera adriatica, enclave di storia, cultura e gastronomia.
Arrivo in macchina a Rimini da San Marino ed è una gran bella giornata di sole, caldo e autunnale. Vengo accolta dall’imperdibile monumento cittadino: l’Arco di Augusto (A). E’ cosi che la storia a Rimini ti da il suo benvenuto, e ti offre un percorso alternativo e molto suggestivo.Arco Di Augusto, Rimini - smARTraveller
Il monumentale e ben conservato arco del trionfo è forse uno dei luoghi più suggestivi. Resiste a oltre duemila anni di storia ed è lì sempre presente a vegliare sulla città. Voluto dal Senato Romano per celebrare Augusto come restauratore delle “celeberrimeis Italiae vieis” (la via Flaminia), da questa magnifica porta della città partivano le tre importanti vie che collegavano Rimini al mondo: Via Flaminia, Via Emilia e Via Popilia.
Oggi l’Arco di Augusto è la porta di accesso al centro città, il punto di partenza ideale per visitare il centro.
Allora, procedo curiosa a piedi, e in pochi minuti raggiungo il forum: piazza dei Tre Martiri (B), una volta sede del foro romano di Ariminum, dove oggi è visibile un cippo cinquecentesco, chiamato colonna di Giulio Cesare, che ricorda il discorso e l’iconica frase: “Il dado è tratto” [Alea iacta est] che il dictator avrebbe pronunciato ai suoi legionari dopo aver varcato il fiume Rubicone, che all’epoca segnava il confine tra l’Italia e la Gallia Cisalpina. Rimini era stata scelta come base militare, in quanto punto chiave della geografia dello stato romano: chi possedeva Rimini, poteva regolare i traffici in pianura padana ed accedere a Roma facilmente attraverso la via Flaminia. In questa stessa piazza oggi è dedicata a Giulio Cesare anche una statua bronzea. Proseguo per Corso Augusto che taglia in due il centro storico, e da qui, prendo via IV Novembre, per arrivare in pochi minuti al Tempio Malatestiano (C), il Duomo di Rimini, capolavoro dell’architettura rinascimentale. Che mi ricorda che Rimini durante il Medioevo ed il Rinascimento è stata la sede di una delle più importanti signorie di questo versante del Mediterraneo: i Malatesta. Con loro Rimini conobbe un periodo di prosperità paragonabile solo ai fasti romani, ed oggi il Tempio Malatestiano ne è testimonianza. Il Duomo fu commissionato a Leon Battista Alberti e altri artisti del calibro di Matteo de’ Pasti, Agostino di Duccio e Piero della Francesca, che ebbero il compito di rivisitare la chiesa di San Francesco, che qui già sorgeva. I lavori relativi al progetto di Alberti iniziarono presumibilmente nel 1453 ma la struttura progettata dall’Alberti non fu completata, a causa di difficoltà economiche che resero impossibile la fine dei lavori, ripresi e completati solo nel 1503 su volere dell’ordine francescano, ma secondo un altro progetto. Al suo interno, dietro l’altare si erge il Crocifisso di Giotto, risalente al 1301.
Torno sui miei passi lungo il Corso e mi ritrovo in un’altra piazza storica: piazza Cavour (D). E’ l’ora di mettere qualcosa nello stomaco: sono nel posto giusto, qui non manca la possibilità di mangiare. Numerose le cantinette, i bar, i pub e le gelaterie. E’ una piazza avvolgente, con il Palazzo dell’Arengo, il Palazzo del Podestà, il Teatro Galli e la Vecchia Pescheria, luogo che conserva quasi intatta l’antica conformazione, con i suoi lunghi banchi marmorei nei quali venivano vendute le “poveracce” [vongole o telline]. Bellissimi i grandi portici della sede comunale e le sue gradinate, che diventano, per chi lo desidera, spalti e panchine. Ed è così che finisco anch’io con il sedermi sulle gradinate, con un prato di rucola e fette di prosciutto di Parma che fuoriescono dalla mia clamorosa piadina croccante e profumata: la regina.
Sento qualche ragazzo esclamare “ci vediamo stasera alla Pigna!” Così, scopro che questo salotto è il ritrovo tipico dei riminesi, soprattutto quelli giovani. La Pigna è la bella fontana di origine romana che si trova nella piazza. Fu completamente restaurata nel 1543 da Giovanni da Carrara, per volere di Papa Paolo III e ammirata e citata da Leonardo da Vinci. Nella Rimini di oggi è luogo di incontro e punto di partenza del tour per i bar. Ci tornerò per l’aperitivo serale. 😉
Riprendo i miei passi lungo via Gambalunga fino a Piazza Ferrari.
Stupore!
Qui faccio di nuovo un tuffo di 2000 anni indietro nel tempo con la Domus del Chirurgo (E), una specie di “Taberna medica domestica”, risalente al II secolo d.C. Rimini come Pompei! Questo complesso archeologico scoperto solo nel 1989 e aperto al pubblico dal 2007, merita un’attenta visita. Peccato che solo pochi di quanti soggiornino a Rimini si ricordino di fare tappa qui! La grande Domus appartenne ad un medico, un agiato personaggio, forse un dignitario di origine greche, come dimostrano iscrizioni in caratteri greci rinvenute. Sono ancora visibili parte degli ambienti e una serie di dei mosaici che decoravano questa lussuosa abitazione romana. Il patrimonio più importante è rappresentato da oltre 150 strumenti da chirurgo, la più importante testimonianza chirurgica nel mondo romano finora mai rinvenuta, visibili nell’attiguo Museo della Città (F) in via Luigi Tonini. Con un unico biglietto, acquistabile presso il Museo, è possibile visitare entrambi i siti. Per questo tour, consiglio vivamente di consultare anche il sito Riviera Romagnola che ne ha scritto un interessante approfondimento.
Le sorprese non finiscono qui. Alla fine della strada principale di Rimini scopri un solido e massiccio “ponte vecchio” a fare da collegamento tra il cuore della città e il suburbio (l’artistico borgo San Giuliano). E’ il Ponte di Tiberio (G). Si tratta di un’opera di architettura impressionante. Il ponte è fatto di cinque arcate interamente in pietra bianca d’Istria. Uno splendido esempio della perizia tecnica dei Romani. Meno grandioso e spettacolare è attraversare il ponte insieme alle autovetture, purtroppo questo gioiello è ancora interessato dalla viabilità (forse si dovrebbe fare qualcosa in merito). Ma passeggiare su duemila anni di storia regala un’emozione unica. Si scattano foto particolarmente suggestive, soprattutto al tramonto! Altrettanto interessanti, le stradine tutt’intorno, le casette tipiche colorate e decorate con originali disegni e murales, che richiamano atmosfere felliniane, che non dimentichiamo è nato proprio qui.
Ponte di tiberio, Rimini by smARTravellerA volte davvero basta poco per oltrepassare il noto ed il banale. Con il mio racconto spero di averti offerto lo spunto per entrare nel cuore e nell’anima meno conosciuta di Rimini. La prima cosa che mi è balzata agli occhi, e la domanda che mi sono posta, visitando la città durante la bassa stagione, è: perché i turisti non sono poi cosi tanti, come meriterebbe un luogo del genere? Non può passare inosservata questa città, specialmente quando il sole tiepido scalda i suoi marmi e le sue pietre.
Vai a Rimini, raggiungi l’Arco di Adriano e segui l’itinerario alla scoperta dei suoi tesori; sono certa che alla fine ti porrai la stessa domanda: perché non ti ho scoperta prima?
Itinerario Culturale a Rimini
Non bisogna accanirsi nel capire, ma tentar di sentire, con abbandono. [Federico Fellini]
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3 pensieri su “Un giorno nell’altra Rimini

  1. Pingback: Cervia #OnTheRocks | smARTraveller

  2. Ciao, cercavo delle info in giro per associare una visita ad un luogo nei pressi di San Marino dove mi recherò il prossimo weekend. Credo proprio di essere stato convinto. Tutte queste cose si fanno bene in un giorno? Grazie ciao S.

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